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Lucca

operazione della polizia 

Eroina low cost e consegnata con i taxi Perquisizioni ad Altopascio e a Pisa

Libero Red Dolce
Eroina low cost e consegnata con i taxi Perquisizioni ad Altopascio e a Pisa

Sgominata una banda: tagliava lo stupefacente per andare incontro alla minore capacità di spesa dei compratori

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Libero Red Dolce

ALTOPASCIO. Con il lockdown erano diminuiti i soldi, specie per chi viveva alla giornata o con redditi non garantiti, ma non l’esigenza di rifornirsi di eroina per chi ne fa consumo. La scarsa possibilità di movimento dovuta al coprifuoco si è poi aggiunta nel causare una possibile contrazione nel mercato della droga. Tre fratelli tunisini trovarono la soluzione: droga tagliata a prezzi “low cost” e servizio a domicilio tramite taxi e altri bus per evitare i controlli. Gli agenti della squadra mobile però hanno scoperto questo giro di rifornimenti tra su Pisa e Piana Lucchese (con base nel quartiere pisano di Riglione), con un’operazione che ha portato a indagare 11 persone (per sette di loro è scattato il divieto di dimora in provincia di Pisa), con perquisizioni anche ad Altopascio. E al sequestro di un chilo di eroina.

L’inchiesta, nata dall’ascolto di alcune intercettazioni avviate a seguito di un accoltellamento avvenuto nel giugno del 2020 alla stazione di Pisa nei confronti di un tunisino, aveva portato dopo sei giorni al fermo di un uomo, connazionale, con precedenti per droga con l’accusa di tentato omicidio, e aveva consentito di aprire un fronte investigativo sul sospetto di un’attività di spaccio portata avanti da una famiglia tunisina.

Durante l’inverno scorso, dopo intercettazioni, testimonianze, pedinamenti e sequestri di droga, la squadra mobile pisana, diretta dal vice questore aggiunto Fabrizio Valerio Nocita, è riuscita a ricostruire i meccanismi e le dinamiche di quella che si può a tutti gli effetti definire una nuova forma di spaccio. O quantomeno di organizzazione della vendita.

Il gruppo infatti si era adattato alle nuove esigenze dovute al secondo lockdown e dal coprifuoco imposto dal governo. Partendo dalla domanda.

A causa della crisi, i consumatori di eroina chiedevano al telefono agli spacciatori di fiducia dosi a minor prezzo e consegnate a domicilio. Questo aveva portato gli spacciatori ad aumentare la combinazione e la percentuale della sostanza da taglio, abbassando così il contenuto della percentuale del principio attivo stupefacente per ogni singola dose. Una soluzione che non ha portato alla perdita dei profitti, perché attraverso l’abbattimento dei costi i ricavi dalle vendite erano comunque parecchio convenienti. C’era poi il problema del raggiungere gli acquirenti.

Per muoverla, e per non dare nell’occhio, gli spacciatori utilizzavano taxi e mezzi pubblici. Le auto personali rischiavano di essere notate e fermate nelle strade deserte, pattugliate dalle forze dell’ordine.

La base della banda era a Riglione: il nucleo principale è composto da tre fratelli che avevano assoldato per le consegne alcuni parenti, da poco arrivati in Italia e perciò facce sconosciute agli investigatori.

Nel febbraio scorso gli agenti della squadra mobile avevano trovato, sotto terra all’interno di un campo agricolo alla periferia sud di Pisa, oltre un chilo di eroina. Scoperta che aveva portato all’arresto di due membri della famiglia. Le indagini però non si erano fermate lì.

Ieri, durante le perquisizione nel quartiere di Riglione, al Cep di Pisa, a Cascina e ad Altopascio con l’aiuto della squadra mobile di Lucca, sono stati sequestrati agli indagati circa 8mila euro in contanti, provento dell’attività di spaccio, oltre a diversi documenti sui quali tenevano la contabilità dei loro affari.

Nel registro degli indagati sono finiti, oltre ai sette destinatari delle misure, anche cinque tra i numerosi clienti dei pusher sentiti dagli agenti per il reato di favoreggiamento personale. Questi infatti, quando sono stati ascoltati come persone informate dai fatti, avrebbero riferito alla polizia giudiziaria delle informazioni false per coprire i pusher di fiducia. Alcune volte chiedendo come contropartita della droga in cambio del silenzio.

Per alcuni degli indagati saranno avviate delle misure di prevenzione patrimoniali e personali, tra cui quella del daspo urbano: per gli indagati irregolari partiranno le procedure di espulsione. Le indagini sono state condotte dal sostituto procuratore Egidio Celano.

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