Paladini Civitali al freddo e senza luce a causa di un guasto alla cabina Enel
Nuova protesta degli studenti. Il consigliere provinciale Bonfanti vuole incontrare i ragazzi: «Hanno diritto ad avere risposte»
Luigi Spinosi
LUCCa. Ancora disagi e proteste per gli studenti del Paladini Civitali, a pochi giorni dal corteo organizzato dall’Unione degli studenti. Una manifestazione dove sono emerse tutte le difficoltà con cui, ogni giorno, devono confrontarsi i ragazzi che frequentano le scuole superiori lucchesi. Dall’assenza di palestre (che riguarda un po’ tutti gli istituti superiori) alle incertezze sul futuro che attende gli studenti del Vallisneri, che in gran parte, con i prossimi lavori sul complesso scolastico, saranno costretti a trasferirsi nei cosiddetti container. Ma, soprattutto, a protestare erano i ragazzi che già fanno lezione in strutture temporanee (anche se questo termine, temporanee, si trascina da tre anni), ossia gli studenti del Paladini Civitali, divisi tra container e aule ricavate nel complesso dell’ex ospedale, con tutti i disagi che questo può comportare. Proteste per le infiltrazioni di acqua, ma anche i frequenti blackout erano stati al centro della manifestazione («In certi momenti i professori sono stati costretti a illuminare la lavagna con la luce del cellulare», era stato ricordato nel comizio che chiudeva il corteo). Pochi giorni sono passati e ieri mattina, al ritorno in classe, ancora una volta premendo gli interruttori nessuna luce si accendeva. Ennesimo blackout, questa volta provocato da cause esterne (un guasto a una cabina Enel). Questa situazione, con le aule al buio e al freddo (l’interruzione di energia aveva infatti bloccato anche l’impianto di riscaldamento), ha sollevato la protesta dei ragazzi: «Chi ha la classe nei container – spiega il rappresentante d’istituto Lorenzo Rovai – inizialmente non è stato fatto entrare, invece sono state aperte le aule che si trovano nella palazzina di Campo di Marte, ma anche lì non c’erano né elettricità, né riscaldamento. A quel punto abbiamo organizzato una sorta di sciopero, facendo un po’ di presidio davanti alla scuola». Alla fine i ragazzi sono entrati in classe, mentre il problema elettrico veniva risolto. Un “piccolo inconveniente” alla fine, ma l’ennesimo di una situazione non più sostenibile. E ieri sera era in programma una riunione dei vari rappresentanti di classe per decidere eventuali nuove iniziative, per richiamare l’attenzione sui tanti problemi che i ragazzi, e con loro anche il personale didattico e non, sono costretti a sopportare quotidianamente: «Abbiamo bisogno di serenità – chiude Rovai – e questa situazione non aiuta».
A creare il problema era stato, e si legge in una nota della Provincia, un guasto alla cabina di alimentazione Enel che fornisce l’energia alla scuola: «La Provincia è intervenuta, appena ricevuta la segnalazione del guasto, con i propri tecnici, i quali hanno constatato che il guasto non riguardava l’impianto dei prefabbricati, ma dipendeva da un disservizio accidentale verificatosi poco dopo le 8,15 nella cabina elettrica gestita da E-distribuzione. La società del gruppo Enel è intervenuta immediatamente ripristinando il servizio elettrico alle 9,20». La situazione quindi è poi tornata alla normalità, se di normalità si può parlare in questi casi. Restano tutti gli altri problemi, per i quali, come ci dice la preside Emiliana Pucci, «questi ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati».
In questo senso arriva una rassicurazione: «I problemi legati ai lavori su Paladini Civitali sono stati moltissimi – spiega il consigliere provinciale con delega all’edilizia scolastica Andrea Bonfanti – anche da un punto di vista autorizzativo, visto che si tratta di operare su un immobile vincolato, ma adesso finalmente i lavori stanno per partire. Così come gli altri interventi sulle scuole. E al più presto, con il consigliere Maria Teresa Leone (con delega alla pubblica istruzione ndr) incontreremo direttamente i ragazzi. Perché è vero: hanno diritto di essere ascoltati e di ricevere delle risposte».
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