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Lavoratori “agili” Accordo della Fiom con due aziende

Lavoratori “agili” Accordo della Fiom con due aziende

Alla Mtc di Porcari e alla Engraving Solutions di Lucca chi opera in remoto beneficia di diritti pari a chi è in presenza

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porcari. Altri due accordi per il lavoro a distanza siglati dalla Fiom Cgil di Lucca con altrettante aziende della Piana.

Infatti, come spiega il segretario provinciale della Fiom, Mauro Rossi, «anche alla Mtc srl di Porcari e alla Engraving Solutions srl di Lucca sono stati firmati accordi per la regolamentazione del lavoro agile da remoto. Sono entrambe aziende che operano nel settore della costruzione di macchine per la trasformazione della carta. Hanno ottanta dipendenti la Mtc srl di Porcari e venti la Engraving Solutions srl di Lucca».

Fin dall’inizio della pandemia la Cgil di Lucca si è subito preoccupata di regolamentare il lavoro da remoto. «Questa modalità di lavoro – prosegue Rossi – che è stata adottata senza specifiche regolamentazioni, per far fronte alla necessità di distanziamento dovuta alla pandemia e in particolare negli uffici, ha adesso una sua identità e una propria fisionomia, con regole e diritti certi».

L’accordo appena siglato dalla Fiom con le due aziende è infatti, prosegue il sindacalista, «uno strumento che può permettere anche una conciliazione tra tempi di lavoro e di vita per i dipendenti. In entrambi gli accordi viene infatti ribadita la volontarietà dello strumento e un numero massimo di giorni fruibili in accordo con il responsabile».

Da sottolineare poi, continua, che in base all’accordo «gli strumenti di lavoro vengono messi a disposizione dall'azienda. Vengono confermati i diritti sindacali e alla formazione». Quanto all’orario di lavoro, invece, «è quello stabilito dal contratto nazionale di categoria ma può essere collocato in una fascia oraria più ampia e flessibile. Si ribadisce – aggiunge – il diritto alla disconnessione e si ha diritto alle maggiorazioni previste nel caso si superino le otto ore di lavoro o si presti la propria attività nelle giornate di sabato, domenica o in orario notturno. Si ribadisce – conclude – la parità di trattamento con chi presta la propria attività in azienda e, di conseguenza, il diritto a beneficiare del buono pasto».

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