Il Tirreno

Lucca

Corsa al tampone, assalto alle farmacie

Luigi Spinosi

Il presidente dell’ordine professionale: «Sembra di essere tornati alla caccia alle mascherine di inizio pandemia» 

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Luigi Spinosi

LUCCA.Tutto come previsto. In negativo. Da venerdì per poter entrare nei luoghi di lavoro è obbligatorio il Green pass, e per chi ancora non ha fatto il vaccino l’unica alternativa è rappresentata dal tampone. La conseguenza? File alle farmacie, dove è possibile fare il tampone, con tutte le difficoltà che ne conseguono.

«Sembra di essere tornati all’inizio della pandemia, ai giorni in cui le farmacie venivano prese d’assalto e subissate di richieste per le mascherine – commenta il presidente dell’ordine dei farmacisti di Lucca Salvatore Ingrosso – noi facciamo il possibile per adeguarci. Mi sono sentito anche con gli altri colleghi, che si stanno facendo in quattro per riuscire a rispondere alle richieste. Da una parte chi viene per fare il tampone, dall’altra il telefono che non smette mai di squillare per le chiamate di chi lo vuol prenotare, questo mentre dobbiamo anche fare il normale lavoro di una farmacia, che non può e non deve essere messo in secondo piano. C’è chi ha rafforzato il personale per questo periodo. Noi oggi abbiamo fatto la doppia fila, per separare chi veniva per fare il tampone e chi invece doveva venire in farmacia per altre ragioni».

E il rischio di non soddisfare tutti è reale, visto il gran numero di persone ancora senza Green Pass: quasi 50mila in tutta la provincia (22mila nella sola Piana), e circa 37mila in età lavorativa. «Noi farmacisti ci stiamo organizzando – riprende Ingrosso – ma probabilmente non riusciremo a esaurire tutte le richieste. Questo anche perché le richieste di tampone si concentrano tutte nella stessa fascia oraria». La prima prova del nove era rappresentata dalla data del 15 ottobre, ma in quel caso, ad alleggerire un po’ il peso sull’effettuazione dei tamponi c’era il fatto che si approssimava il fine settimana, che per molti si trattava di ottenere il permesso di lavorare solo al venerdì, e quindi avevano un margine di manovra, sulle 48 di validità del tampone, un po’ più elastico. Il nuovo giorno X è rappresentato dal lunedì, primo giorno di una nuova settimana lavorativa, e lì, proprio per sfruttare al massimo le 48 ore di validità, si prevede un afflusso alle farmacie concentrato in una precisa fascia oraria: «I flussi – aggiunge infatti il presidente dell’ordine – si dovrebbero concentrare nella prima mattinata di lunedì». Giusto prima di andare al lavoro insomma.

«Ora se si tiene conto del numero di persone che devono farsi il tampone, e che questo va fatto ogni 48 ore, ci si rende conto che la situazione è molto complicata – riprende Ingrosso – l’unica via per alleggerire un po’ la situazione è quella di farsi il vaccino. E, aspetto positivo in tutto quella che sta accadendo, è che appunto sono aumentate anche le richieste di vaccini. Chi era titubante, messo alle strette, alla fine sta decidendo di farlo. E anche alla luce di questa situazione l’invito è, ancora una volta, proprio quello a vaccinarsi. Per dirla con uno slogan: più vaccini e meno tamponi».

Ma c’è un altro aspetto, apparentemente solo formale, ma non per questo non inquietante, che accompagna la rincorsa al tampone: «È lo stato d’animo delle persone – conclude Ingrosso – sono sempre più arrabbiate. Una situazione ben diversa per esempio da quella di marzo scorso, quando dopo aver fatto il vaccino le persone ci ringraziavano. Adesso invece regna il nervosismo».

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