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Sorpresa, le emissioni delle cartiere inquinano meno dei caminetti

Sorpresa, le emissioni delle cartiere inquinano meno dei caminetti

Capannori. È quanto emerso da un incontro con il responsabile Arpat. La prima sorgente di Pm 10 è la combustione di biomasse

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CAPANNORI. I caminetti tradizionali, il riscaldamento domestico e gli abbruciamenti inquinano più del traffico delle auto e dei fumi delle industrie. La conferma arriva dal recente incontro organizzato dal Comune di Capannori alla presenza del sindaco Luca Menesini e degli esperti Patrizia Bianca Andreini di Arpat, responsabile del centro regionale per la tutela della qualità dell'aria, e del professor Franco Lucarelli, docente di fisica all'Università di Firenze. Un esempio? Bruciare un chilogrammo di legna per produrre 300 chilocalorie di energia equivale a percorrere 6.873 chilometri con un'auto a benzina euro 1 o 10.000 con un diesel euro 6 o a 13 chilogrammi di pellet e 3 chilogrammi di stoppie. Contrariamente alle convinzioni popolari insomma sono i caminetti, ancora molto diffusi nel Capannorese, i principali indiziati della produzione di polveri sottili, il famigerato Pm10 che negli ultimi anni ha contribuito ad assegnare alla Piana la maglia nera dell'inquinamento. In vista dell'arrivo della stagionale autunnale, cresce la preoccupazione tra le amministrazioni comunali chiamate ad adottare misure restrittive per contenere lo smog. A differenza di quel lo che comunemente si pensa, come sottolineato dalla dottoressa Andreini, nei giorni di picco la sorgente principale dell'inquinamento è la combustione di biomasse, utilizzate come forma di riscaldamento domestico come i caminetti o in agricoltura con i falò nei campi per smaltire sfalci delle potature e scarti agricoli.Una prima risposta al problema è arrivata dal Comune di Capannori che ha ammesso 152 domande al contributo regionale per la trasformazione di caminetti aperti in termocamini e la sostituzione di impianti termici residenziali con impianti a minore impatto ambientale e l'acquisto di biotrituratori agricoli come alternativa all'abbruciamento dei residui vegetali. Per gli esperti dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale lo smog si contrasta anche con efficaci campagne di informazione e sensibilizzazione, oltre ad un'analisi puntuale dei dati dei bollettini giornalieri sulla quantità di polveri sottili e ozono nell'aria. Il tema della qualità dell'aria è stato al centro anche di un altro evento a Capannori, organizzato la scorsa settimana dall'Osservatorio di rinascita ambientale. Sotto esame le emissioni degli impianti industriali del comparto cartario nel territorio della Piana. Il responsabile del dipartimento Arpat di Lucca, Alberto Tessa, partendo dall'analisi del possibile impatto delle cartiere sui valori delle Pm 10 e Pm 2,5, ha chiarito che sulla base del monitoraggio delle fumane, le emissioni di vapore, tipiche delle cartiere, la pressione delle aziende del distretto cartiere sull'ambiente «risulta essere notevolmente inferiore rispetto a quello derivante dalla combustione di biomassa, riscaldamento domestico o altri tipi di combustione non industriale».

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