Il Tirreno

Lucca

il ricordo

«Pioniere del notariato italiano e mondiale lanciò la firma digitale»

Gianluca Giovannini; Presidente del Consiglio Notarile di Livorno

Il presidente dei notai: «Accettò la carica di giudice onorario  contribuendo a ridurre 4.000 procedure stagnanti in tribunale»

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Gianluca Giovannini

Con Mario Miccoli se ne va uno dei protagonisti principali non solo del Notariato livornese ma anche di quello italiano, europeo ed internazionale. In queste poche righe, quale Collega e Presidente del Consiglio Notarile del distretto della sua città, che lo ha visto esercitare la professione per oltre 40 anni, dopo un inizio in terra di Sicilia, mi soffermerò solo sul suo profilo professionale.

Non perché esso possa andare disgiunto dalla presenza umana e culturale di Mario, che si è ampiamente dispiegata a Livorno ed altrove, anche in molteplici e prestigiosi incarichi, ma perché mi piace portare a conoscenza di un pubblico più vasto che non sia quello della comunità dei Notai e degli addetti ai lavori, quanto Mario Miccoli ha significato per quella comunità e, di riflesso, per tutta la collettività.

Se il ruolo del Notaio è da sempre quello di terzo ed imparziale garante delle contrattazioni, specie immobiliari e societarie, accompagnando la vita delle persone nei momenti più importanti (l’inizio di una attività d’impresa, l’acquisto di un immobile, il trapasso generazionale), Mario Miccoli ha impegnato la sua preparazione giuridica, l’acume e la brillantezza di ingegno che lo contraddistinguevano, e anche la schiettezza e – talvolta – irruenza che lo animavano, per portare avanti idee premonitrici del futuro che, nella loro visionarietà, hanno posto le basi del presente.

Per sette anni fu Segretario del Consiglio Nazionale del Notariato, in un periodo in cui le sue energie furono dedicate tutte alla riorganizzazione degli Uffici e alla loro informatizzazione. Proprio in questo ambito il Notaio Miccoli ha rappresentato un pioniere per il Notariato italiano e mondiale, contribuendo alla redazione del primo provvedimento in materia di firma digitale (il DPR 513/1997) e partecipando ai lavori dell’American Bar Association (Associazione degli Avvocati USA) che portò all’emanazione delle Guidelines on Electronic Commerce.

Se oggi il Notariato ha saputo creare ed implementare una solida rete informatica interconnessa con la Pubblica Amministrazione che gli permette di alimentare con grande rapidità e sicurezza le Banche Dati che conservano la ricchezza del paese (Registri Immobiliari, Registro Imprese), dando loro un altissimo livello di affidabilità, un grande merito si deve proprio alle pionieristiche iniziative di Miccoli.

È stato protagonista altresì a livello internazionale come Segretario della Conferenza dei Notariati dell’Unione Europea e Segretario Generale dell’Unione Internazione del Notariato Latino (che raduna i notariati di 86 paesi del mondo), nonché Presidente della Commissione degli Affari Europei della stessa, visitando molti paesi stranieri che si affacciavano all’esperienza del notariato, magari dopo la riconquista di un regime maggiormente democratico: anche ivi con le sue competenze e grazie alla profonda conoscenza delle lingue (inglese, francese e spagnolo), ha contribuito alla formazione delle strutture e dell’organizzazione della professione.

Giurista brillante e sempre capace di cercare la soluzione per semplificare e velocizzare la macchina della giustizia intesa in senso lato, fu pioniere nell’importare a Livorno, prima della emanazione della Legge del 1998, la prassi della delega al Notaio delle procedure esecutive, avviata in altri Tribunali d’Italia e che, alla metà degli anni novanta, contribuì in maniera decisiva alla riduzione radicale delle procedure stagnati, all’epoca, anche per decenni nelle aule di Tribunale. Assieme ad altri colleghi, ha accettato di buon grado la funzione di Giudice Onorario Aggregato al Tribunale di Livorno, ove per cinque anni ha contribuito alla deflazione di un altrettanto imponente carico di arretrato, definendo 4000 procedimenti con l’emanazione di 2000 sentenze.

Ora che se ne è andato, di Mario, al cui ufficio in Piazza Attias feci visita di deferente cortesia al mio ingresso da neofita nel Collegio di Livorno ormai 18 anni orsono, ricordo la figura imponente, il sorriso largo e lo sguardo fulminante, da cui prorompeva tutto il suo spirito arguto e pungente da buon Livornese e la vasta conoscenza dell’anima e della mente umana: quanto da lui fatto (e sopra compendiato in modo certo minimo), è stato, alla fine, niente altro che l’esplicarsi e l’applicarsi di quel suo modo di essere al Notariato, vera passione di una vita.

Presidente del Consiglio

Notarile di Livorno

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