«Asporto? No, grazie» la scelta degli agriturismi
Troppo lontane da centri popolosi, le strutture ricettive non approfittano delle nuove norme che sono state introdotte dalla Regione
Emanuela Ambrogi
Bagni di Lucca. Non sono interessati all’asporto i titolari degli agriturismi nella zona di Bagni di Lucca, dove in questa estate si è registrato un boom di presenze non solo di ospiti italiani, ma anche stranieri.
Non è solo la lontananza dalle strutture ricettive, in gran parte nel verde delle frazioni collinari e montane, rispetto alle strade ed ai centri principali della Valle a demotivare i titolari dal fare l’asporto: è soprattutto il concetto base ad allontanarli da questo servizio.
«Gli ospiti dell’agriturismo hanno avuto sempre il servizio – spiega Massimo Betti, titolare della struttura Pian di Fiume – compatibilmente con quanto permesso dalle regole di prevenzione dal Covid».
Appena c’è stato il via alla riapertura, alla fine di maggio, «anche la ristorazione è partita. Per me consentire l’asporto alle nostre strutture non ha senso. Chi arriva da noi non viene solo per mangiare, ma per vivere in pieno relax il senso vero dell’agriturismo immerso nel verde e nella tranquillità. Per godere di tutti i benefici di una vita sana, insomma. No, l’asporto non ci interessa».
Anche Paolo Tintori, titolare dell’agriturismo La Torre a Fornoli, è della stessa idea: «Mi occorrono dieci minuti per arrivare dalla struttura in fondo alla strada, in via di Lima. Diventerebbe un problema. Poi l’idea che ho di agriturismo non si collega a quella dell’asporto. No non ho mai preso in considerazione questa ipotesi, nel periodo del lockdown e delle incertezze ho scelto la chiusura».
La lontananza da centri densamente abitati e dalle principali vie di collegamento, se è una risorsa per attrarre una clientela che cerca pace e relax nel verde, crea problemi nel gestire un servizio che avrebbe scarse richieste a fronti di costi non irrilevanti per organizzarlo.
Ed Enrico Andreucci, che gestisce l’agriturismo Prato Fiorito in località Albereta dia Montefegatesi, ritiene la proposta fuori luogo per attività decentrate come la sua.
«Come posso pensare all’asporto? Sono a trenta minuti dal capoluogo di Bagni di Lucca e a Montefegatesi ci sono poche persone. Sì, ho letto del decreto, ma non mi interessa. La nostra struttura è troppo distante dai centri popolosi».
Non hanno effettuato il servizio di asporto e non sono interessati a cominciare, ma i gestori degli agriturismi di Bagni di Lucca sono contenti dell’affluenza che comunque hanno avuto nei mesi estivi, costituita anche da ospiti belgi, svedesi e olandesi, oltre che tedeschi, che hanno compensato il calo di inglesi e americani.
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