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Dopo mesi di indagini in carcere un giovane accusato di spaccio
LUCCa. Lo avevano fermato appena pochi mesi fa trovandogli addosso delle dosi di marijuana. Ma è stato proprio quel controllo iniziale a dare il via a una lunga indagine dei carabinieri che ha portato in carcere un 23enne accusato di spaccio.
Ieri mattina, infatti, i carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Lucca hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lucca, a carico di un cittadino di 23 anni, di origine tunisina, nullafacente e senza fissa dimora. L’uomo è accusato del reato di detenzione ai fini di spaccio e spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Ahmed Talbi.
L’indagine nei suoi confronti aveva avuto inizio il 7 aprile scorso. Quel giorno i carabinieri, che erano impegnati in un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nella zona della stazione ferroviaria di Lucca. In quella circostanza videro propri il 23enne mentre si avvicinava con fare sospetto a un altro soggetto, già conosciuto alle forze dell’ordine e noto consumatore di sostanze stupefacenti. Date le circostanze il 23enne, che nell’ambiente è conosciuto anche col il soprannome di “Cappellino”, venne perquisito. E da quel controllo vennero trovati in suo possesso di cinque grammi di marijuana, già suddivisa in dosi.
Il giovane, da quel momento in poi, venne tenuto sotto controllo, e i successivi accertamenti, che sono andati avanti per oltre quattro mesi, hanno consentito ai carabinieri di documentare oltre 600 attività di spaccio al dettaglio di sostanza stupefacente, più precisamente di eroina.
Il giovane era il punto di riferimento per una clientela ben precisa, visto che gli accertamenti dei militari hanno registrato le 600 cessioni fatte alle stesse tredici persone.
L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato accompagnato in carcere.
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