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Terme, il Comune resiste al ricorso dell’ex gestore
L’ente si è riappropriato del bene, ma Lapolla sostiene che molti arredi sono suoi. In questi giorni i tecnici sono al lavoro per fare minuziosi controlli e l’inventario
BAGNI DI LUCCA. Sarà un braccio di ferro estenuante quello in atto per arrivare a definire a chi appartengono gli arredi nel complesso delle Terme di Bagni Caldi.
Vittorio Lapolla, sanminiatese, il gestore la cui concessione è scaduta alla fine di giugno, non perde occasione per contestare le indicazioni dell’amministrazione comunale in merito alla proprietà dei singoli arredi, sostenendo che gran parte degli oggetti siano stati messi nello stabilimento durante la sua gestione.
Di diverso avviso, invece, l’amministrazione comunale che, intanto, ha dato mandato al sindaco Paolo Michelini di resistere al ricorso al Tar presentato da Lapolla perché venga annullata la delibera con cui l’amministrazione è rientrata in via forzosa in possesso del complesso termale. Il Comune, infatti, è rientrato in possesso del bene, non riconsegnato dall’ultimo gestore alla scadenza dell’ennesima proroga alla fine di giugno.
E non aiutano i minuziosi controlli e l’inventario che stanno facendo i tecnici comunali, con qualche difficoltà nel trovare e verificare atti amministrativi del passato che indichino con precisione cosa c’era nello stabilimento termale prima che si arrivasse alla gestione Lapolla e cosa è stato messo dopo.
Per certificare e documentare comunque lo stato delle cose, l’amministrazione comunale ha dato incarico a una ditta di riprendere momento per momento i controlli in atto e di fissare le immagini degli arredi esistenti oggi attraverso riprese filmate.
Ma non sarà in ogni caso facile evitare contenziosi. Le riprese dovranno peraltro filmare le condizioni in cui l’immobile è stato rilasciato, che in questo caso potrebbero essere alla base di un contenzioso aperto dal Comune, nel caso ritenesse che lo stabilimento abbia subito deterioramenti frutto di manutenzione non adeguata. Le riprese all’interno del complesso immobiliare termale di Casa Boccella e Jean Varraud sono state affidate alla ditta Landi.
I conteggi, l’inventario e i controlli in corso vanno in ogni caso di pari passo con i contatti tra Comune e imprenditori interessati a rilevare la gestione, che sembrano disposti a partecipare al nuovo bando per la definitiva assegnazione.
La gara sarà comunque necessaria e, se vorrà, avrà diritto di partecipare anche Lapolla. Ma la gestione non sarà a titolo gratuito.
Il bando, rispetto all’ultima stesura, potrebbe essere reso ancora più favorevole per i potenziali concessionari, ma non saranno tolte le clausole che mirano sostanzialmente agli onerosi interventi di ristrutturazione necessaria per riqualificare lo stabilimento.
Lapolla appare assai agguerrito: «Non c’è stato modo di avere un colloquio con l’amministrazione comunale per arrivare a una soluzione condivisa. Il Comune ha deciso di andare a diritto ed è arrivato all’atto di imperio, che ho subito impugnato al Tar». Ma l’amministrazione non resterà con le mani in mano.
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