Il Tirreno

Lucca

dopo il restauro 

Angelo Annunciante in mostra fino a dicembre

Elena Betti
Angelo Annunciante in mostra fino a dicembre

La statua, che alcuni attribuiscono a Leonardo e altri al Verrocchio, si può ammirare in San Franceschetto da oggi

3 MINUTI DI LETTURA





Elena Betti

lucca. Da oggi, 18 settembre, fino al 19 dicembre 2021 avrà luogo la mostra “Se fosse un angelo di Leonardo… l’Arcangelo Gabriele di San Gennaro in Lucchesia e il suo restauro” nella chiesa di San Franceschetto a Lucca, messa a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, per la quale, come spiega il presidente Marcello Bertocchini, «ha un duplice significato: offrire a tutti la possibilità di ammirare un capolavoro in San Franceschetto ma anche la gioia del ritorno sul territorio di un’opera restaurata». La mostra infatti ha come soggetto l’Angelo Annunciante proveniente dalla pieve di San Gennaro.

Si tratta di una statua in terracotta dipinta, eccezionale testimonianza di una sensibilità artistica tardo-quattrocentesca che dalla Firenze del Verrocchio e Leonardo si è propagata in tutta la Toscana. L’opera è avvolta nel mistero: dal 1957 si è aperto un dibattito sul suo autore che per alcuni potrebbe essere Andrea del Verrocchio e per altri niente meno che il Genio, Leonardo Da Vinci.

L’angelo viene oggi esposto al pubblico dopo due anni di restauro. Si fermerà a Lucca prima di tornare nella pieve di San Gennaro, sua secolare collocazione, anch’essa in fase di restauro grazie all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

La statua, che rappresenta l’Arcangelo Gabriele nel momento che precede l’annunciazione, è stata ritrovata in pessime condizioni di conservazione e restaurata grazie ai fondi concessi dal Centro Leo-Lev e dalla disponibilità dall’Arcidiocesi di Lucca. I lavori sono stati fatti sotto la supervisione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. È grazie al Centro Leo-Lev se la mostra ha preso vita: oltre ad aver finanziato il restauro, è stato il primo espositore dell’opera nella propria sede a Vinci assieme a una copia con i colori originali.

Il lavoro di restauro ha riportato alla luce un’opera realizzata a cavallo tra il XV e il XVI secolo che emana una grazia delicata e al contempo risoluta. Gravemente compromesso dopo una caduta che l’aveva frammentato in venti pezzi nel 1773 e un lavoro di restauro improvvisato che ne aveva alterato i tratti e i colori, l’Angelo che vediamo oggi è il risultato di un lavoro attento e preciso con materiali moderni che consentiranno una migliore conservazione e un ritorno ai colori originali anche se ormai sbiaditi. Per la curatrice Ilaria Boncompagni «non è ancora possibile attribuire una paternità certa all’Angelo ma si può riconoscere una mano sapiente e raffinata che sembra rimandare alle tecniche della Bottega del Verrocchio».

Come detto, dopo l’esposizione, l’Angelo tornerà nella chiesa della Pieve di San Gennaro sulle colline di Capannori dove si devono però prima terminare i lavori di ristrutturazione che riguardano il paramento esterno della struttura, il consolidamento dei laterizi e il trattamento di arresto di ossidazione di croci, perni ed elementi metallici.

La mostra è aperta al pubblico il venerdì dalle 15 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19. Ingresso gratuito ma è necessario presentare il Green pass all’entrata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani