All’estero i brand più famosi Essity illustra la sua scelta
In Italia (ma anche in Belgio, Francia e Germania) i marchi commerciali «Un settore dove nel 2020 le vendite nette sono state di 660 milioni di euro»
ALTOPASCIO. Una scelta strategica, per rispondere al meglio alle esigenze del mercato: così dal gruppo Essity viene spiegata la scelta di spostare fuori dall’Italia la produzione dei suoi marchi più importanti (a partire da “Tempo”), concentrando qui, e in altri stabilimenti europei, la realizzazione di prodotti cosiddetti “private label”, ossia senza marchio per la fornitura a clienti terzi. Un settore che comunque, continua il gruppo svedese, riveste un’importante quota di mercato.
Una scelta che però era contestata dai sindacati, che temono ripercussioni per i tre stabilimenti italiani, ad Altopascio, Porcari e Collodi, dove lavorano 700 persone.
«Essity – si legge sulla nota del gruppo – ha annunciato di avere avviato la creazione di una divisione dedicata ai marchi commerciali nell’ambito del comparto “carta Tissue” (a uso igienico-sanitario), al fine di potersi meglio focalizzare sulle esigenze specifiche dei suoi clienti. La divisione “Consumer tissue private label europe” si posiziona come fornitore leader di soluzioni nel segmento dei prodotti private label in ambito tissue in Europa. L’intenzione è di creare una divisione di Essity che sia distinta e autonoma, con funzioni proprie adatte a coprire l’intera catena del valore e una struttura produttiva competitiva e supportata con investimenti adeguati. Le vendite nette relative al 2020 per questa divisione (dato proforma) sono approssimativamente pari a 6,7 miliardi di corone svedesi (660 milioni di euro). La divisione includerà gli attuali circa 1.700 dipendenti e sette stabilimenti produttivi in Belgio, Francia, Germania e Italia. Intanto Essity manterrà i propri consolidati brand nella categoria “carta tissue” e continuerà a mantenere nell’attuale struttura anche alcuni selezionati rivenditori di prodotti multi-categoria (tissue, personal care) in Europa. Come di consueto, Essity agisce in conformità con le normative in materia e ha già avviato le consultazioni con le organizzazioni sindacali».
Intanto sulla vicenda si registra, dal mondo politico, l’intervento dei consiglieri regionali Valentina Mercanti e Marco Niccolai: «La Regione Toscana – scrivono – è al fianco dei lavoratori della cartiera Essity. Siamo in contatto con il consigliere del presidente Giani che si occupa delle crisi aziendali Valerio Fabiani che ci ha assicurato che sta già seguendo la vicenda. La Regione sta contattando la proprietà e sta lavorando alla convocazione di un incontro assieme alle istituzioni locali interessate. Riteniamo che si tratti di una questione fondamentale, visto che si parla del destino di 700 lavoratori tra gli stabilimenti di Porcari, Altopascio e Collodi. Crediamo che ci sia bisogno di un impegno forte e condiviso di tutte le istituzioni, come quello già messo in campo dai sindaci di Altopascio e Porcari, con le forze politiche, sociali e sindacali per scongiurare ogni ipotesi di delocalizzazione».
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