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Lucca

Partita la vendemmia in Lucchesia, studenti reclutati come raccoglitori

Nicola Nucci
Partita la vendemmia in Lucchesia, studenti reclutati come raccoglitori

Al via la raccolta dei primi grappoli. Le previsioni sulla qualità sono buone e tra i produttori c’è fiducia: «C'è una collaborazione con l’Università di Pisa»

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CAPANNORI. La vendemmia è partita, con la raccolta dei primi grappoli. Le previsioni sono buone e tra i produttori c’è fiducia nonostante il caldo che non accenna a dare tregua. Una vendemmia anomala dove si devono fare i conti con siccità e le poche richieste per lavorare nella vigne. L’effetto Covid pare avere influito sull’assenza dei lavoratori impegnati nella raccolta dell’uva. La maggior parte degli stagionali arrivano da convenzioni e accordi con enti di formazione. Sembrano lontani i tempi in cui liceali e disoccupati popolavano i vigneti.

«È una vendemmia strana – dice Michele Guarino, titolare della Tenuta Lenzini di Granano – ha piovuto poco ma per fortuna la vigna si è difesa bene. Siamo partiti il primo settembre e dobbiamo fare una corsa contro il tempo, anche perché l’uva è matura e se prende acqua, visto che la prossima settimana sono previste piogge, non sarebbe troppo positivo. Per il personale ci siamo organizzati già a luglio formando le squadre per lavorare nelle vigne, anche contando su una collaborazione con l’Università di Pisa».

«Quest’anno stranamente non abbiamo avuto richieste di lavoro – dice Laura Fantozzi dell’azienda Wandanna di Montecarlo – abbiamo fatto con i nostri addetti e reclutato dei giovani studenti grazie a un accordo con la facoltà di agraria di Firenze». La collaborazione è la strada scelta anche dalla Tenuta di Valgiano, storica azienda nell’omonima località sulle colline nord di Capannori: «Abbiamo un accordo con la cooperativa agricola sociale Calafata – spiega Laura di Collobiano – che dà lavoro anche a lavoratori che provengono da percorsi di svantaggio e marginalità, e che è partita già a luglio per anticipare i tempi».

Le previsioni? «Sarà un’annata buona – prevede Guarino – la notte fa molto freddo, ci sono le giuste escursioni termiche e i giusti zuccheri. La siccità poteva dar luogo a un’annata squilibrata per l’alcool, ma la situazione in questi giorni è migliorata, con frutti ricchi e freschi».

I capricci meteorologici quindi non sembrano mettera a rischio la produzione. Sulla stessa linea alla Tenuta di Valgiano: «È un’annata secca, l’uva è bella anche se le vigne più giovani stanno soffrendo caldo e siccità. Pensiamo di chiudere la vendemmia entro un mese», dice l’enologo dell’azienda Saverio Petrilli.

«C’è un ritorno degli stranieri attratti dall’enoturismo – sottolinea Laura Di Collobiano che la conduce la tenuta di Valgiano con Moreno Petrini – abbiamo tante visite su appuntamento per le degustazioni. Anche i ristoranti sono tornati a girare e tutto il settore è ripartito. Certo ci sono ancora incognite, ma dobbiamo guardare avanti».

«I numeri non sono quelli del 2019 ma stanno tornando gli ordini – commenta Laura Fantozzi – soprattutto dalla Versilia, e anche gli stranieri che sono innamorati delle nostre colline e del nostro vino. Sbilanciarsi adesso è difficile, ma voglio essere ottimista sulla resa».

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