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Terme, il sindacato vuole sapere se ci sono investitori interessati
Luigi Spinosi
BAGNI DI LUCCA. Con la decisione del Comune di riappropriarsi delle terme (decisione fra l’altro annunciata da tempo) si apre il capitolo su quale futuro attende lo stabilimento e, con lui, le sue nove dipendenti. Ma, a cascata, occorre anche capire quale futuro attende i 17 dipendenti dell’albergo sovrastante, di proprietà di Vittorio Lapolla, lo stesso imprenditore che aveva in gestione anche le Terme. L’albergo (in questo caso una proprietà privata) ha chiuso i battenti il primo settembre.
Adesso i suoi dipendenti sono in naspi, ricevono cioè l’indennità di disoccupazione, così come accade ormai da un mese per le nove lavoratrici delle Terme. Due situazioni diverse, ma entrambe legate a doppio filo a quello che sarà il futuro dello stabilimento. E quel futuro dipende dall’arrivo o meno di nuovi gestori.
«Stiamo aspettando l’incontro con l’amministrazione comunale per fare il punto della situazione, per capire se ci sono soggetti interessati a rilevare le Terme – spiega Giovanni Bernicchi della Fisascat Cisl – si parla da tempo di due soggetti esterni interessati, e vogliamo sapere a che punto sono le trattative».
L’arrivo di nuovi imprenditori disposti a rilevare la gestione e riaprire le terme rappresenta la condizione indispensabile per permettere alle dipendenti di ritrovare un lavoro. Dipendenti che, in caso di ripartenza dell’attività, avranno comunque un diritto di precedenza al momento delle assunzioni: «Come prevede la prassi in questi casi – spiega Bernicchi – esiste una clausola sociale per il loro reintegro, anche se da parte nostra chiediamo qualche garanzia in più, con l’inserimento di una clausola specifica nel bando che dovrà trovare il nuovo gestore». La speranza è di trovare una strada per inserire («Anche se in quel caso si tratta di dipendenti di una struttura privata») una qualche forma di garanzia per i dipendenti dell’albergo. Albergo che, riprende il sindacalista, «nel mese di agosto ha lavorato a pieno regime».
Comunque, tornando alle terme, tutto dipenderà da come si concretizzerà l’interesse degli imprenditori di cui si parla da tempo: «La speranza è che chi arriverà voglia fare tutti gli investimenti di cui c’è bisogno – conclude Giovanni Bernicchi – e, a proposito di investimenti, anche il Comune dovrebbe fare la sua parte, magari sfruttando le occasioni di finanziamento che ci sono, per investire sul territorio, per renderlo più gradevole, in mo da renderlo più attraente, in particolare proprio nella zona delle terme ».
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