Tante richieste di tamponi in farmacia dai turisti che vogliono tornare a casa
I lasciapassare temporanei servono a sostituire il Green pass per le persone che non sono ancora riuscite ad averlo
Luigi Spinosi
LUCCA. È un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo: l’adagio si presta bene a descrivere il lavoro cui sono costretto, in questi giorni, quei farmacisti che, non bastasse il lavoro ordinario, fanno anche i tamponi per i cosiddetti lasciapassare temporanei, sostitutivi del Green pass per chi ancora non ha ricevuto il certificato verde. In sintesi, per poter andare nei locali, per poter partecipare a iniziative e, nel caso dei turisti stranieri, per poter rientrare nel proprio paese, serve o il Green pass o, appunto il lasciapassare che può essere concesso solo in caso di tampone negativo. Ed è così che in tanti si recano in farmacia, non più solo per comprare delle medicine, ma anche per poter ottenere l’autorizzazione a muoversi liberamente.
«Abbiamo molte richieste – conferma Mauro Marconcini, titolare della farmacia Massagli di piazza San Michele – molte arrivano da turisti stranieri che devono tornare nel loro Paese, poi ci sono le persone che non hanno ancora avuto il Green pass e vogliono poter uscire. Negli ultimi giorni si sono aggiunte anche altre categorie. Per esempio quella dei ragazzi che riprendono le attività sportive. Ma anche, dal momento che sta ricominciando la stagione dei matrimoni, ci sono le richieste di chi ha bisogno del lasciapassare per partecipare alle cerimonie. È un grosso impegno certo, anche perché non facciamo solo quello. Per esempio facciamo anche i vaccini, ma per noi è anche molto bello, perché ci piace soddisfare le persone».
Pochi metri, altra farmacia, ma stesso copione: «La richiesta di tamponi ha cominciato a farsi sentire verso la fine del mese di luglio – spiegano la titolare della Farmacia Centrale Amelia Auricchio e la collega Serena Calamassi – all’inizio si trattava soprattutto di turisti che avevano bisogno del certificato per tornare a casa (anche perché quest’anno, per fortuna, si sono ricominciati a vedere). Con l’introduzione dell’obbligo del Green pass, il 6 agosto, ai turisti si sono aggiunti anche gli italiani. Iniziamo alle 9 e andiamo avanti fino a chiusura».
Uscendo dalle Mura, ma anche di parecchio, la situazione non cambia di molto. Per esempio alla farmacia Betti di Bagni di Lucca, anche questa una località che in questo periodo deve fare i conti con un notevole flusso di turisti: «È un continuo – spiega il titolare Massimo Betti – tra turisti che devono tornare a casa e persone che hanno bisogno del tampone per poter uscire la sera o per poter andare a lavorare. Mediamente si tratta di fare tra i 40 e i 50 tamponi al giorno. Tra parentesi siamo anche fra i pochi vaccinatori e poi c’è anche il rilascio dei Green pass. Insomma, è un impegno grosso: c’è tanto lavoro e poco succo, ma ci siamo organizzati».
Sì, perché i compiti dei farmacisti, come quelli di tutte le persone impegnate nel settore sanitario, in questo periodo si sono ampliati a dismisura, e anche una semplice attività burocratica, come il rilascio del Green pass a chi ne ha diritto, richiede tempo. Magari poco, ma va moltiplicato per il numero di pratiche, che è crescente: «In tutto luglio abbiamo avuto 350 richieste – dice Alessandra Melosi della farmacia Melosi di via Roma a Lucca – ad agosto siamo già a 480».
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