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Lucca

CASTELVECCHIO DI COMPITO 

Allevatori in allarme «Troppo frequenti gli attacchi al gregge da lupi scesi a valle»

Nicola Nucci
Allevatori in allarme «Troppo frequenti gli attacchi al gregge da lupi scesi a valle»

Donato Lombardi all’oasi del Bottaccio ha salvato una pecora «Negli ultimi mesi ci sono stati quattro assalti agli ovini»

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Nicola Nucci

CAPANNORI. Adesso è davvero allarme rosso per i lupi a Castelvecchio di Compito: quattro attacchi in altrettanti mesi ai danni delle pecore del gregge gestito da Sauro Giorgi, storica famiglia di allevatori, dove è custodito anche il bestiame dei pastori Riccardo Gabbrielli e Donato Lombardi.

E dopo l’ultimo episodio notturno (tre pecore sgozzate e quattordici ferite in modo più o meno grave) riportato nell’edizione di mercoledì de Il Tirreno, gli allevatori, disperati da una situazione insostenibile che causa gravi danni economici, sono costretti a soluzioni estreme per tenere lontani i lupi.

«Innanzitutto cambiando le modalità di lavoro per non vedere decimato il nostro gregge, facendo turni di notte per fare pascolare il bestiame – dice Donato Lombardi – daremo da mangiare alle pecore la sera e al mattino in modo da controllare e difendere il gregge. Tra quelle dell’azienda Giorgi e le nostre sono un allevamento di 700 pecore. La soluzione dei cani di guarda ha comunque limitato i danni anche se è stato un attacco violento».

Un attacco che arriva a poche settimane da quello subito a luglio, sempre nell’azienda della famiglia Giorgi, che ha portato all’uccisione di una pecora e dell’agnello appena partorito sbranati da un lupo avvistato nell’oasi naturale del Bottaccio, a pochi metri dal paese nel Compitese.

Una vicenda che ha acceso un dibattito anche tra i cittadini, arrivando persino ad insinuare che non si tratti di lupi, ma di famelici cani inselvatichiti.

Non ha dubbi Lombardi, molisano d’origine e ormai lucchese d’adozione, un esperto nel settore provenendo da una terra tradizionalmente di lupi.

«Ne ho visto tanti in vita mia e al Bottaccio sono dovuto intervenire per salvare una pecora che stava per essere uccisa da quella belva. Abbiamo anche le testimonianze di cacciatori – dice sconfortato – gli attacchi si stanno verificando con troppa frequenza e in modo violento, segno che gli animali hanno molta fame. Anche i Giorgi, che conoscono bene questo territorio, sono sorpresi e preoccupati, perché Castelvecchio di Compito non è mai stato un terreno di caccia dei lupi, ma probabilmente sono nei monti vicini e la fame li porta a scendere anche fino a queste basse altitudini» prosegue Lombardi che lancia un appello alle istituzioni ad interessarsi alla situazione che rischia di precipitare con conseguenze facili da immaginare.

Il ritorno dei lupi fa paura. Anche per motivi di sicurezza visto che l’attacco della notte scorsa è avvenuto ad una cinquantina di metri dall’ingresso del lago della Gherardesca, zona frequentata anche dai turisti e appassionati della natura.

La Asl intanto ha prelevato le teste delle pecore per delle accurate analisi per avere conferma che si è trattato di un assalto di lupi.

Si è mossa persino l’associazione di categoria.

Alberto Focacci, direttore della Cia Toscana Nord, ha scritto alla Regione, competente in materia, per sollecitare attenzione e indennizzi immediati come ristoro gli allevatori che hanno subito danni con conseguenze pesanti anche per tutta le attività della filiera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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