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Lucca

Vaccinazioni ai ragazzi I medici contestano i modi

Luigi Spinosi
Vaccinazioni ai ragazzi I medici contestano i modi

Quiriconi: «Ci hanno avvisati solo via sms e con appena due giorni di anticipo» Perplessità anche sulla conservazione dei vaccini e loro distribuzione

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Luigi Spinosi

LUCCA. L’annuncio dell’assessore regionale Simone Bezzini, arrivato mercoledì, appariva risoluto: «Anche i medici di medicina generale, che ringrazio, vaccineranno i giovanissimi in vista della riapertura delle scuole. Un ulteriore prezioso contributo, per dare sempre più impulso alla campagna di vaccinazione». E la nota della Regione andava avanti con gli stessi toni: «La data di partenza è il 17 agosto, quando i vaccini saranno consegnati ai medici di famiglia, per essere somministrati alle ragazze e ai ragazzi dai 12 anni compiuti in su, in vista della ripresa della scuola a settembre».

Insomma, sembra cosa fatta. Ma è proprio così? Ai genitori che vogliono vaccinare i propri figli basterà andare dal proprio medico di famiglia? No, non sembra così.

L’accordo è stato effettivamente sottoscritto con le organizzazioni sindacali che rappresentano i medici di famiglia. Però in questo passaggio mancano i diretti interessati, ossia proprio i medici di famiglia, i quali, a cinque giorni dal via delle vaccinazioni agli over 12, hanno ricevuto pochissime informazioni.

«È una cosa molto strana – conferma il presidente dell’Ordine dei medici di Lucca Umberto Quiriconi – tutto quello che ho ricevuto è un sms, in cui mi si dice che entro il giorno 14 (e il messaggio è arrivato la mattina del 12 ndr) posso prenotare dodici dosi di vaccino Pfizer».

Già qui emergono un paio di particolari: «Intanto c’è da dire l’adesione dei medici di famiglia è su base volontaria». Insomma, prima di recarsi dal proprio dottore è bene chiamarlo per sapere se ha aderito o meno, perché non è obbligato a farlo. E poi c’è la questione delle scadenze, con un paio di giorni per prenotare il vaccino, nella settimana di Ferragosto, con molti medici in ferie e con i sostituti chiamati a decidere al posto e per i titolari. «La tempistica è pazzesca, dilettantesca – commenta Quiriconi – è il frutto di decisioni prese da persone che sono lontane mille miglia dalla realtà».

L’impressione, vista dalla parte dei camici bianchi, è quella di una cosa messa su in fretta e furia, senza pensare prima a tutta l’organizzazione che sta dietro alla distribuzione dei vaccini: «È una cosa che non sta in piedi – aggiunge Quiriconi, entrando nei dettagli tecnici che dovrebbero accompagnare la distribuzione del vaccino – come ci dobbiamo organizzare? Non si tratta di dare un farmaco qualunque per il quale basta presentarsi dal medico il quale lo tira fuori da un cassetto e lo dà. Questi vaccini, una volta tirati fuori dalla confezione, possono conservarsi per sei ore. Insomma, per distribuirlo come dobbiamo fare? Dobbiamo predisporre un calendario scegliendo e chiamando le persone a cui farlo?».

Seguire il metodo utilizzato con gli ultraottantenni: quello dovrebbe essere il sistema da adottare. Solo che, al momento, ai medici è stato detto cosa fare, ma non come.

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