Il Tirreno

Lucca

Inchiesta sul reddito di cittadinanza 

Altri furbetti nei guai: finiranno davanti al giudice

L.T.
Altri furbetti nei guai: finiranno davanti al giudice

Tra i beneficiari numerosi condannati per furto aggravato e anche un bancarottiere  Istruite dal procuratore  un’altra dozzina di pratiche

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LUCCA. Prosegue il lavoro della procura della Repubblica sui primi cinquanta fascicoli dei mille annunciati dalla sezione Inps provinciale relative ai “furbetti” del reddito di cittadinanza. Un’altra dozzina di posizioni è stata vagliata nella giornata di ieri dal procuratore facente funzioni Lucia Rugani che ha confermato quanto era già emerso inizialmente. La maggior parte dei beneficiari – residenti ad Altopascio, Capannori, San Vito, San Concordio e S. Anna – che hanno ricevuto il reddito di cittadinanza (in questi nuovi fascicoli vi sono alcuni indagati che hanno ottenuto importi superiori ai diecimila euro) ha avuto condanne di primo grado (ma in Appello e passate in giudicato) per furto aggravato, truffa e appropriazione indebita. Ce n’è anche uno, un cinquantenne, condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta. Per carità, la legge non lo vieta. Anche se in Parlamento, al momento dell’approvazione della norma, vi fu una profonda spaccatura e alla fine furono esclusi dal beneficio soltanto i condannati di i legati alla criminalità organizzata e al terrorismo, ma anche per truffa con l’aggravante però di aver percepito indebitamente sussidi pubblici.

Tutti, al momento, sono accusati dello stesso reato: per ottenere il beneficio utilizzavano documenti falsi o attestanti cose non veritiere. In prevalenza nella dichiarazione sostitutiva unica allegata alla domanda di reddito di cittadinanza omettevano di indicare le persone del proprio nucleo familiare (coniugi, figli, genitori) con un sussidio da lavoro dipendente o da pensione d’anzianità o di reversibilità. Molti dei beneficiari, perlopiù stranieri, per presentare la domanda si rivolgevano a patronati. Sarebbe servita una maggiore attenzione e vigilanza per evitare che venissero presentate e accolte elargizioni di redditi di cittadinanza non dovute e contrari alla norma in vigore.

L.T.

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