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Troppi vincoli, contestato l’acquisto di Palazzo Silvestri

L.D.

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MINUCCIANO. Fa discutere l’acquisto di Palazzo Silvestri da parte dell’amministrazione comunale di Minucciano.

Dopo l’approvazione in consiglio comunale all’unanimità, il gruppo di minoranza ha appurato che il Palazzo è soggetto ai vincoli della Soprintendenza e quindi ha chiesto l’annullamento degli atti effettuati dall’amministrazione comunale del sindaco Nicola Poli.

Infatti, recuperare lo storico Palazzo, acquistato per poco più di 18mila euro, diventerà dispendioso e difficile a causa dell’iter che prevede il coinvolgimento della Soprintendenza.

Palazzo Silvestri è un elegante edificio stile liberty, d’inizio novecento, situato a Gramolazzo. In stato d’abbandono e degrado, a fine marzo è stato acquistato dal Comune di Minucciano con una spesa complessiva di 18.124,50 euro.

«Abbiamo approvato l’acquisto – dice Loris Anchesi, capogruppo della minoranza – nei documenti che ci sono stati forniti vincoli di sorta sul Palazzo. Successivi approfondimenti, attraverso diretti contatti tra la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara e il nostro Gruppo, hanno però evidenziato, come detto dal citato organismo, che trattandosi d’immobile di proprietà comunale, con oltre settant’anni di vetustà, sono previste le misure di tutela che sono disciplinate dagli articoli 10 e 12 dal Codice dei Beni Culturali », ovvero il Decreto Legislativo 42 del 2004.

«Questo significa che qualsiasi intervento sull’immobile deve essere preventivamente autorizzato dalla Soprintendenza e che il Comune è tenuto agli obblighi di conservazione che per “presunzione di culturalità”. Ad oggi l’immobile è da ritenersi a tutti gli effetti tutelato dalla Legge in materia di patrimonio culturale».

Nel costo di acquisto, quindi, non sono stati considerati gli oneri aggiuntivi derivanti dai vincoli dei beni culturali. «Per questo abbiamo chiesto di agire in autotutela amministrativa con l’annullamento degli atti compiuti e attivazione della procedura di verifica culturale del fabbricato – spiega Anchesi – il tutto con l’obiettivo di sanare l’attività amministrativa che non ha per niente brillato per efficienza e trasparenza, ponendo così le condizioni legittime per una riconsiderazione della futura gestione di Palazzo Silvestri».

La mozione della minoranza, presentata in consiglio comunale, non è stata approvata.

«Il nostro intervento voleva essere costruttivo ma il sindaco Poli non ci vuole ascoltare – chiude Anchesi. – Noi, in ogni caso, non desisteremo mai dai nostri propositi nella convinzione della bontà e della forza di un vecchio adagio: “chi la dura la vince!”».

L.D.

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