Il Tirreno

Lucca

casabasciana 

Il dolore del manicomio mostrato al pubblico Foto, video e sculture

E.A.
Il dolore del manicomio mostrato al pubblico Foto, video e sculture

2 MINUTI DI LETTURA





bagni di lucca. È possibile prendere spunto dal dolore per raccontare, fotografare e addirittura scolpire la solitudine che solo la malattia mentale ti fa sentire? Ci hanno provato, non senza timore di sbagliare, due giovani artisti.

C’è attesa e curiosità per la mostra che sarà inaugurata sabato 31 luglio, alle ore 17 a Casabasciana nell’Oratorio della Madonna del Rosario. L’esposizione dal titolo “Colui che non trova in me motivo di scandalo” comprende fotografie e sculture. L’allestimento, curato da Benedetta Galingani resterà aperto al pubblico tutti i giorni dalle 17 alle 20 fino al 15 agosto. Espongono Beatrice Beneforti, 25 anni, di Pistoia (per le foto e le opere di pittura) e il compagno Alessandro Gonfiantini, 33 anni, di Casalguidi (per le sculture in legno).

La scelta di esporre a Casabasciana è dovuta al fatto che la migliore amica di Beneforti abita nella frazione del comune di Bagni di Lucca. La mostra è stata organizzata col supporto del comitato paesano.

I due sono giovani, ma già conosciuti.

Beneforti si è già distinta con mostre personali, workshop, rappresentazioni teatrali e pavimentazioni industriali. Nasce dalle rispettive sofferenze e da un passato doloroso la necessità dei due artisti di fermare, raccontare e fotografare il dolore. Non è causale la scelta delle parole del Vangelo di Matteo per il titolo dell’allestimento.

Anche decidere di esporre non è stato come fare una passeggiata. Diplomata in fotografia alla Accademia di Belle Arti di Bologna e in pittura a quella di Firenze, ha partecipato alla realizzazione di allestimenti, scenografie teatrali e workshop di successo come la realizzazione dei costumi di scena per Andrea Bocelli nel 2019 per il Teatro del Silenzio, a Lajatico, realizzati con Luca Tommassini, Scart e Claudia Tortora. Ha lavorato per alcuni concerti di Laura Pausini e Biagio Antonacci. Già nella fase della adolescenza era interessata al manicomio della sua città e ai pensieri delle persone che lì avevano trascorso gran parte della loro vita. La fotografa pittrice è andata sul posto ( la struttura era chiusa da anni) per cercare materiale e capire. Nella mostra, fotografie, un cortometraggio e undici sculture. —

E.A.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani