Italia
Conte of Florence saranno venti i lavoratori licenziati
Galeotti (Cgil): la risoluzione del contratto consente l’accesso alla Naspi, dal primo luglio dipendenti senza ammortizzatori
Tiziana Gori
altopascio. Conte of Florence: sindacati e curatela fallimentare si sono lasciati con un verbale di intenti a cui seguirà, il 27 luglio, un nuovo incontro che dovrebbe portare alla firma di un accordo per la risoluzione del rapporto di lavoro con il requisito della non opposizione.
Il licenziamento, in pratica, per i 35 dipendenti della Conte of florence rimasti (20 ad Altopascio) . Con la possibilità però di accedere sin da agosto a 24 mesi di Naspi. Altri 15 dipendenti sono al lavoro nei quattro negozi ancora aperti della storica azienda di abbigliamento, che dopo un dissesto economico iniziato nel 2014 nel 2018 è stata oggetto di una sentenza di fallimento.
«A questo primo appuntamento di esame congiunto tra i sindacati e il curatore fallimentare Riccardo Della Santina seguiranno – spiega Franco Galeotti (Filctem Cgil) – le rispettive verifiche con i propri interlocutori. I sindacati con i lavoratori, il curatore con il giudice delegato».
Una sconfitta per il sindacato? «Non possiamo certo esser soddisfatti ma arrivati a questo punto è la scelta meno dolorosa», afferma Galeotti.
Perché? «La cassa ordinaria scadeva il 30 giugno. Da marzo insistevamo con la curatela per le opportune verifiche sul percorso da intraprendere, onde evitare ai lavoratori di restare senza ammortizzatori sociali. Invece la curatela ha avviato una richiesta di cassa straordinaria il 30 giugno informando contemporaneamente i dipendenti che nel periodo successivo, fino all’eventuale approvazione della cassa, non avrebbero ricevuto coperture finanziarie. Sono senza ammortizzatori dal primo luglio. Il 7 luglio Della Santina ha ritirato la richiesta di cigs perché di fatto non finanziabile. Aprire una procedura di licenziamento è doloroso, ma ci sembra l’unica strada percorribile, garantirebbe due anni di Naspi».
Chi non vorrà potrà non accettare la risoluzione del contratto e attendere la prossima asta, prevista per settembre. Con poche speranze a dire il vero, le precedenti sono andate tutte deserte».
C’è poi un’altra partita che si gioca, ed è quella dell’attuale momento di “sospensione”. «Siamo in una fase in cui i lavoratori sono senza soldi, senza ammortizzatori per responsabilità – a nostro avviso – di una mal gestione della curatela. A nostra richiesta il curatore ha risposto che per questo periodo di sospensione non ritengono di dovere nulla ai lavoratori. Aspettiamo – conclude Galeotti – di capire che tipo di accordo ci verrà proposto il 27 luglio. Nel caso saremo a fianco dei lavoratori che volessero, per il periodo di sospensione, insinuarsi nel passivo dell’azienda per recuperare il credito vantato». —
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