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L’archivio della procura necessita di nuovi spazi

L’archivio della procura necessita di nuovi spazi

Migliaia di fascicoli recuperati e riordinati negli armadi L’impegno del procuratore facente funzione Lucia Rugani 

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LUCCA. Indagini e processi, condanne e assoluzioni. La storia giudiziaria di Lucca e dei suoi abitanti è costituita da un numero sterminato di documenti, che realizzano una sorta di fedina penale della città. Un patrimonio di valore inestimabile che la procura di Lucca sta faticosamente mettendo in ordine e per il quale cerca casa. Si tratta di una mole enorme di carte e soprattutto di una quantità di informazioni su persone, attività, controversie, decisioni che permetterà, in futuro, di ricostruire la storia della comunità.

Con il restauro del palazzo “Galli Tassi” il seminterrato fu progettato e organizzato come locale da adibire ad archivio. Procura e tribunale hanno conservato anche l’archivio presso la vecchia sede del tribunale (via Carrara) e ampi locali presso il complesso della Manifattura, tuttavia da tempo entrambi questi ambienti non sono sufficienti a contenere il materiale, così tribunale e procura hanno affittato due magazzini ad Arsina. Ma il costo è notevole: 11.930 euro ogni quattro mesi.

Il procuratore facente funzione Lucia Rugani da alcuni mesi sta affrontando lo stato di abbandono e disordine dell’archivio. Innanzitutto ha provveduto al completo sgombero dei locali della Manifattura. Si trattava di alcune stanze molto sporche dove circa mille faldoni erano depositati a terra coperti di polvere e oggetto di ripetuti atti di vandalismo. Il locale seminterrato presso il palazzo di Giustizia era da tempo in gran confusione sempre a motivo della mancanza di personale: i commessi in servizio, causa i molteplici adempimenti a loro carico, si limitavano a depositare dove potevano cataste di fascicoli. Trattandosi di locali seminterrati l’umidità ha interessato le “pile” provocando muffa e deterioramento della carta. In vari punti si erano formate colonie dì vermi che divoravano i fogli. Riordinare questo caos è stato un enorme lavoro gestito direttamente dal procuratore che ha partecipato ogni giorno alle attività. I locali sono stati ripuliti e gradualmente le migliaia di fascicoli stanno prendendo il loro posto nei rispettivi armadi. A lavoro ultimato sarà possibile recuperare tutti i documenti relativi ad un caso, magari di trenta anni fa, o magari un omicidio irrisolto. Alle attività hanno aderito e con entusiasmo anche giovani non dipendenti, in particolare due ragazze Valentina Cortopassi (tirocinante) e Anna Marlazzi (servizio civile) e infine anche due neo assunte a tempo determinato Marta Alberti e Guendalina Palandri. ll procuratore facente funzione in conclusione fa un appello alla politica affinché siano reperiti locali in immobili pubblici che possano essere utilizzati come archivi. —

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