Il Tirreno

Lucca

l’intervento 

Manifattura sud «Ripartiamo su una base forte per nuovi progetti»

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lucca. «È sfumata, al momento, l’unica possibilità per una riqualificazione, e di alto livello, della Manifattura sud. Questo non può certo far gioire un amministratore saggio. Tuttavia, non è con lo stop a questo iter che si esaurisce la volontà politica di riportare nuova vita, con nuove funzioni, nell’ex fabbrica dei tabacchi. Un nuovo percorso concreto è possibile». Sul progetto sfumato per la Manifattura sud, interviene l’assessora all’urbanistica Serena Mammini.

«Con la proposta – spiega – è stato elaborato un approfondito quadro conoscitivo dei manufatti, è stata prodotta una notevole quantità di dati, un patrimonio di conoscenze importante, come i saggi archeologici, finanziato grazie alla Fondazione Crl, che deve rimanere patrimonio e base per una ri-partenza. Oggi, grazie alla variante al regolamento urbanistico del settembre 2020, abbiamo un'area pianificata che potrà ospitare funzioni nuove e coerenti con quelle del tessuto del centro storico: direzionale e di servizio, commerciale al dettaglio, turistico ricettivo, industriale “leggero”, artigianale, insieme a spazi pubblici e parcheggi. E ancora: abbiamo una stima giurata degli immobili della manifattura sud. Non partiamo da zero, ma da un quadro ordinato su cui potranno muoversi nuove proposte». Secondo Mammini, «occorre restituire alla città luoghi dove la cultura si possa fondere con la tecnologia. Abbiamo l'interesse manifestato dalla multinazionale Wolters Kluwer. I presupposti ci sono affinché possa trovare negli spazi della manifattura la sua nuova sede operativa con altre attività, dall'editoria digitale alla formazione. Dobbiamo continuare a crederci e lavorare per questo. Se una possibile occasione è sfumata, possiamo ripartire». Da novembre 2020 fino alla delibera dello scorso 25 marzo, prosegue, « si era giunti a un punto di equilibrio perché in questi mesi era stato fatto un gran lavoro con tutti gli approfondimenti necessari. Purtroppo la sollecitata risposta è stata “no”, perché il proponente non ha accettato le condizioni poste dell'amministrazione pubblica, che non può accollarsi rischi così ingenti per la collettività. Lo strumento del project prevede che i rischi se li assuma prevalentemente il privato. I nuovi termini del proponente invece facevano sbilanciare il punto di equilibrio trovato compromettendo tutta la fattibilità della proposta. Peccato!»

«Avremmo voluto comunicare un altro epilogo – conclude –. Rimane una presa d’atto e una parte di centro storico che rischia di rimanere ancora e cadente. Resta forte però la volontà di aprire la manifattura sud alla città. Ci sono i presupposti per scrivere un altro capitolo della storia». —

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