Meteo
«Regole ferree e insidie: sulle nostre Apuane serve grande attenzione»
Mori, presidente del Cai, diffida dall’avventurarsi su sentieri se si hanno scarse conoscenze. «Scaricate la nostra app: è completa»
L’esperto
Salgono a nove, nelle sole ultime due settimane, il numero di incidenti sulle Alpi Apuane. Quello di domenica, è stato mortale con il 33enne Alessio Amato che ha perso la vita sul monte Roccandagia, la montagna che sovrasta l’oasi di Campocatino, nel comune di Vagli Sotto. L’incidente è avvenuto nel canale di San Viano, una via alpinistica, non un sentiero tracciato, in cui la vittima è probabilmente finito, con la ragazza che lo accompagnava, dopo aver perso le tracce del sentiero e seguendo i dati di un’applicazione su cellulare. «Ci affidiamo troppo alle conoscenze virtuali – dice Luca Mori, presidente del Cai Garfagnana – la montagna non uccide, ma ci sono delle regole che devono essere seguite per cercare di eliminare il maggior numero di rischi che si possono incontrare in un ambiente che resta comunque selvaggio».
Proprio partendo dalle applicazioni per smartphone, il presidente Mori indica quella ufficiale del Club Alpinistico Italiano. «Si chiama GeoResQ, è attiva dal 2017 e racchiude tutti i sentieri tracciati dal Cai – spiega – con la funzione “Posizione” è in grado di fornire le coordinate geografiche del punto in cui ti trovi, la loro precisione e l’indicazione della località più vicina riportata dalla cartografia. Oggi purtroppo tanti si affidano ad applicazioni in cui si trovano tracce gps, ma non ci sarà mai nessuno di questi strumenti che potrà dire le condizioni che l’escursionista troverà. Mi riferisco al terreno che può cambiare a seconda del periodo di pioggia o di siccità. La roccia apuana è spesso friabile e quindi la mancata presa sul terreno può essere un fattore di incidente abbastanza comune».
A volte può accadere di seguire l’istinto, ma ci sono regole basi dalle quali non ci si può allontanare. «Rispettare l’ambiente e prestare la massima attenzione – dice il presidente –, pianificare con cura la propria escursione, poi l’attrezzatura deve essere adeguata a partire dalle calzature. Ancora, rimanere sui sentieri segnati e controllare le previsioni meteo. Questo in montagna cambia rapidamente ed è un’incognita a cui bisogna prestare attenzione. In estate poi, il tempo è più ballerino che in altre stagioni e spesso il temporale improvviso può non essere segnalato dalle previsioni. Un altro consiglio è anche quello di mantenere la calma. Talvolta è meglio stare fermi, chiamare i soccorsi ed attendere piuttosto che avventurarsi dove non si conosce. Gli incidenti mortali? Quasi sempre si può parlare di fatalità».
Fatalità aumentate però notevolmente negli ultimi periodi, forse perché più persone si avvicinano alla montagna e in maniera quasi sprovveduta. «La gente sta tornando in montagna – prosegue Mori – è normale che con più utenti sui sentieri, sia più alto anche il numero di sprovveduti e quindi aumentano i rischi. Il Cai propone uscite con istruttori per conoscere meglio la montagna; vengono dati consigli su come muoversi e comportarsi e sono molto utili».
Attiva anche la collaborazione con il Soccorso Alpino Speleologico Toscano. «Vengono organizzate giornate di conoscenza sia in ambito estivo che invernale – chiude Mori –; abbiamo sempre molta partecipazione quando si parla di quelle sulla neve, invece credo che andrebbe rivalutata l’importanza di sapersi muovere in montagna in ambito estivo. Un’escursionista che approccia la neve ha già una certa attenzione di base, mentre magari la bella giornata porta sui sentieri anche persone che frequentano meno le montagne». —
Luca Dini
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