Italia
«Preserviamo il servizio di salute mentale per adulti»
Giusfredi (Cittadinanzattiva) sollecita l’Asl: in Valle del Serchio duemila utenti ma con gli anni si sono persi psichiatri, psicologi ed educatori professionali
Nicola Nucci
LUCCA. Rossana Giusfredi è stata eletta da pochi mesi come coordinatrice di Cittadinanzattiva insieme ad Annunziata Biagi e Ivo Prati, referenti anche del tribunale per i diritti del malato.
Ex consigliere comunale a Capannori, ha lavorato 30 anni nella Rsa di Marlia, nel settore sociosanitario, e da poco è in pensione. La nuova coordinatrice, dopo un sopralluogo delle strutture, ha scritto una lettera aperta per chiedere un intervento urgente per fronteggiare la carenza di personale.
«Il contesto pandemico – afferma Giusfredi – ha evidenziato lo stato dei servizi di salute mentale sui territori. Si è reso necessario fronteggiare, fra gli altri, i diffusi scompensi depressivi, che il Covid-19 ha acuito ed esteso. I rappresentanti istituzionali hanno speso lodevoli propositi per il potenziamento e la riqualificazione dei servizi per la salute. Ma – sottolinea Giusfredi – mentre si perseguono gli auspicati miglioramenti del servizio sanitario pubblico, non è meno indispensabile mantenere i servizi dove hanno funzionato e funzionano».
È il caso dell’Unità funzionale di salute mentale adulti della Valle del Serchio, che Biagi, Prati e Giusfredi hanno visitato il 17 giugno. «Era – afferma Giusfredi – un servizio funzionante, con cui Cittadinanzattiva toscana ha intrattenuto nel tempo significativi rapporti di collaborazione per il recupero della socialità delle persone con problemi di natura psichiatrica. Anche grazie alla formazione professionale fatta alla scuola Schesis. In questi ultimi tempi il servizio è stato preservato grazie all’umanità, alla professionalità e allo spirito di abnegazione degli operatori. Tuttavia, attualmente, a causa del personale andato o che sta per andare in pensione, il servizio è in uno stato di grave difficoltà, e nonostante le accorate richieste del responsabile dell’Unità funzionale della Valle del Serchio, accusa un crescendo di difficoltà organizzative, operative e individuali che rischiano di compromettere il lavoro compiuto e i risultati che ha prodotto».
Giusfredi elenca alcuni numeri: «In Valle del Serchio, nel giro di pochi anni, il personale si è così ridotto: psichiatri, da undici a sette, con la prospettiva ravvicinata della diminuzione di altre due unità per una maternità già in atto e un prossimo pensionamento; psicologi, da quattro a due; educatori professionali, da sei a quattro. Nel coordinamento infermieristico l’ex coordinatrice attende da anni di essere rimpiazzata. Di notizie positive ce n’è una, che nei giorni scorsi l’Asl ha garantito l’arrivo di uno psichiatra. Ma – prosegue Giusfredi – nella Valle del Serchio l'Unità funzionale ha in carico circa 2.000 utenti. Se non ci si dota urgentemente dei rimpiazzi tante volte sollecitati non sarà possibile salvaguardare prestazioni e servizi come l’accessibilità extra-ospedaliera 24 ore su 24, il centro crisi extra-ospedaliero, il centro diurno e le attività riabilitative, i percorsi riabilitativi a orientamento cognitivista presso la residenza psichiatrica “Oltre Isola”. Volendo continuare a credere nelle istituzioni e nei servizi pubblici – conclude Rossana Giusfredi – confidiamo che alla nostra istanza siano date risposte positive e tempestive». —
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