Terme, i dipendenti in presidio Lapolla attacca l’amministrazione
bagni di lucca. Dipendenti delle Terme ieri mattina in piazza a manifestare insieme ai sindacalisti della Cisl, con distribuzione di volantini in piazza del mercato, alla Villa. Hanno lanciato un disperato appello perché qualcuno si muova per evitare il dramma della disoccupazione.
Da oggi, primo luglio, con la cessazione della proroga per la gestione delle Terme a Vittorio Lapolla, restano senza lavoro le nove persone che prestavano servizio nello stabilimento. Sul loro futuro non si pronuncia il gestore, mentre il sindacato cerca di capire come utilizzare eventualmente gli ammortizzatori sociali di cui si sta discutendo a Roma, in caso di licenziamento. Lapolla invece parla, e lancia accuse al vetriolo, per censurare l’operato dell’amministrazione comunale che, a suo dire, ha fatto di tutto per farlo andar via. A Bagni di Lucca comunque l’imprenditore mantiene l’albergo sopra le Terme che, grazie anche alla piscina con acque termali, è assai frequentato, come il ristorante annesso, sempre di Lapolla.
Al momento, dall’amministrazione comunale non arrivano commenti. Il futuro delle Terme, con tutto l’indotto che portano, preoccupa non solo i dipendenti, ma tutti gli operatori e in genere i cittadini di Bagni di Lucca, che ieri mattina hanno ricevuto i volantini distribuiti da dipendenti e sindacato in viale Umberto I. Tante persone sono state fermate e informate della attuale situazione. La Cisl aveva fatto anche una richiesta alla Prefettura per avere maggiore attenzione e un confronto con l’amministrazione, ma dal palazzo del Governo non è arrivata risposta. «Vogliamo sperare e credere che questo incubo si dissolva e che possiamo mantenere il posto di lavoro – hanno detto i dipendenti delle Terme – La nostra speranza è che altri imprenditori possano prendere in gestione gli stabilimenti termali. Pensiamo infatti che l’attuale gestore non sia più interessato».
I dipendenti hanno usufruito fino a oggi della cassa integrazione e hanno potuto avere un fisso tutti i mesi. Da vedere cosa succederà ora. Dovranno usufruire intanto di tutti i permessi e delle ferie non fatti, poi? C’è timore e preoccupazione per una situazione non chiara, ma anche per il silenzio da parte del Comune. Parla, arrabbiatissimo, Vittorio Lapolla: «Non ho avuto alcun riscontro da parte del Comune. Avevo fatto una proposta due mesi fa, ma non sono stato considerato. Chiedevo un tavolo di incontro per valutare le cose, niente. Ora chiedo però al Comune due mesi di tempo per portare via tutta la roba che è dentro gli stabilimenti e che mi appartiene: dai computer ai lettini dove venivano fatti i massaggi e i trattamenti. È tutta roba mia. Spero di avere una risposta a breve». Sconforto anche negli operatori della ristorazione, dell’accoglienza e del commercio. La mancata riapertura delle Terme ha una ricaduta su tutte le attività della cittadina termale. Tutti si vogliono augurare che prendano corpo le affermazioni fatte dal sindaco, Paolo Michelini, il quale nella recente intervista al nostro giornale ha affermato che il Comune intende procedere a trattativa privata, con successivo bando, con due imprenditori che sono apparsi interessati alla concessione. —
E. A.
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