Italia
Dopo Pieve di Controni anche al bivio di Longoio una Croce delle Missioni recuperata e restaurata
Nel territorio di Bagni di Lucca rivivono simboli cristiani che parevano dimenticati a causa dell’usura e del tempo
la storia
C’è un’altra Croce “delle Missioni” recuperata e restaurata sulle alture di Bagni di Lucca. È quella che si trova al bivio per Longoio, per la quale sono intervenuti ancora una volta cittadini e appassionati della montagna. Dopo il recupero della prima croce delle Missioni che si trova a Pieve di Controni (l’appello era stato pubblicato dal nostro giornale), anche la seconda Croce è stata sistemata grazie alla buona volontà e al lavoro di alcuni residenti e persone che pur, non abitando più sul posto, hanno lì la casa di famiglia o i familiari. Come Tiziana Pazzaglia, insegnante, che da bambina abitava lì vicino: è lei che ha scavato nella terra per trovare la Croce. «Si tratta di una Croce che non era più in piedi da molti anni – spiega Claudio Gemignani, la cui iniziativa ha dato il via agli interventi di recupero – conoscevo la storia e sapevo del ceppo. Però non conoscevo il punto esatto. Tiziana Pazzaglia se ne ricordava, ha cominciato a scavare e l’ha ritrovata. Era sotto diversi centimetri di terra. Allora ho pensato di rimettere insieme la squadra di volontari che aveva fatto il lavoro di recupero della prima Croce delle Missioni a Pieve di Controni con tanto entusiasmo, e compatibilmente con gli impegni di tutti, ci siamo organizzati per ritrovarci».
In località Longoio è stata quindi rimessa in piedi la Croce posta durante le Missioni nel mese di luglio 1956, quando era rettore della parrocchia di San Gemignano don Andreoni. «È un piccolo segno di fede per molti, per altri un segno di una tradizione tornata in vita – dice Gemignani –. In molti crocevia, sulle nostre vecchie mulattiere, venivano posizionate queste belle e decorate Croci della Missioni, che hanno saldato su se stesse i simboli della passione di Gesù, in questo caso andati perduti dall’usura del tempo. Dopo la croce alla Pieve, abbiamo recuperato questa di Longoio. Grazie ad Anna e Osvaldo Barsi per il sostegno dall’America. Grazie a Tiziana Pazzaglia per averci dato una preziosa mano, e per la piantina di fiori che porterà nei prossimi giorni. Grazie soprattutto a Manuel Tognazzini e Nicola Farina: senza la loro esperienza e professionalità, anche l’installazione di oggi non sarebbe stata possibile: sono maghi nella saldatura. Siamo una squadra» . –
Emanuela Ambrogi
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