“La Pergola”, vista mozzafiato e nuova gestione per ripartire
Nicola Autiero e il figlio Alan prendono in mano lo storico hotel tre stelle Completamente ristrutturata la terrazza panoramica, ora dotata di angolo bar
Francesco Cosimini
Barga. Una svecchiata alla hall, alla vicina sala colazioni e ai due piani di camere. E poi tante diverse migliorie, piccole e grandi, tra cui la ristrutturazione totale della terrazza panoramica con vista mozzafiato. Uno spettacolo che si potrà godere gustando un cocktail dato che ora c’è anche un angolo bar. «Dal prossimo sabato, dalle 17 alle 20, vogliamo fare anche degli aperitivi aperti a tutti e in seguito servire anche le colazioni». Nicola Autiero introduce così le novità dell’hotel “La Pergola” a Barga. Lui è il nuovo gestore della storica attività aperta nel dopoguerra dalla famiglia Moscardini, che negli anni passati aveva scelto di dare in gestione l’albergo. Da mercoledì, nella zona del capoluogo detta “Il Giardino” e in via Sant’Antonio, le porte dell’hotel tre stelle hanno riaperto con la nuova direzione di Autiero. In particolar modo, lo seguirà suo figlio Ciro Alan. La Pergola, 22 camere, undici su ciascuno dei due piani, offre ai clienti se fare mezza pensione o completa. Nell’ultimo caso, per consumare pranzo e cena, chi soggiorna dovrà spostarsi nella vicina via del Giardino, nel ristorante che porta lo stesso nome dell’albergo. Lì ci sarà sempre il signor Nicola in compagnia di sua moglie, come gestori del locale.
Ritornando alla riapertura dell’hotel, Autiero ammette che «non era il periodo adatto, però mio figlio Ciro Alan sta finendo la scuola alberghiera». È stata una sfida? «Sì», ammette il signor Nicola, originario di Napoli, dal «1999» in Valle, dove ha conosciuto sua moglie, «che è della Garfagnana. Qui è nato anche mio figlio». Poi l’avventura ai fornelli e l’hotel, da tenere aperto tutto l’anno.
La filosofia a guidare il tre stelle, sarà la stessa. «Col ristorante, negli anni abbiamo puntato ad ingrandirci sempre di più, – racconta Autiero – per dare il meglio sia come cucina che come servizio. Faremo così anche per l’albergo, portandolo al top». In totale, fra ristorante e hotel di Ciro Alan, i lavoratori e le lavoratrici sono 15, ma col signor Nicola, il quale svela che «nel periodo clou fra luglio e agosto, se ne aggiungeremo altri due».
La maggior parte sono ragazzi sotto i trent’anni e provengono da Barga o Fornaci. Ascoltando il racconto del gestore è emerso un dato, e riguarda il «centinaio di curriculum arrivati nel giro di 15 giorni: mi ha fatto tanto piacere, anche se m’è dispiaciuto per quelli rimasti fuori». La nota positiva sulla struttura alberghiera «più grossa di Barga» riguarda le prenotazioni. «A luglio e agosto siamo quasi pieni, per giugno c’è già qualche richiesta», rivela con gioia. E chissà chi pernotterà nella stanza numero 43. Tutte sono dotate di terrazzino ma questa, oltre ad avere una splendida vista su Barga, è davvero speciale e il motivo è nella storia che viene rivelata dal signor Nicola. «Questa stanza la cercavano tutti già anni fa, me l’ha raccontato uno dei Moscardini. Il motivo? Vi ha soggiornato una signora americana che sul terrazzino dipingeva il panorama».
Tutti volevano la 43. È stato scoperto, svela Autiero, che uno di quei quadri nati nella “camera con vista” «è andato a finire sul New York Times, accanto a un articolo dove la pittrice raccontava del luogo in cui l’aveva creato». —
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