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Lucca, una stanza per vittime della violenza di genere

Lucca, una stanza per vittime della violenza di genere

Il nuovo ambiente ricavato negli spazi della questura Un luogo dove donne e bambini possano sentirsi al sicuro

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LUCCA. Un luogo in cui sentirsi protetti, dove trovare la forza di parlare e raccontare. Inaugurata dal questore Alessandra Faranda Cordella e dalla presidentessa del Club lucchese del Soroptimist International, alla presenza di alcune socie e delle autorità della provincia di Lucca “Una stanza tutta per sé”, un ambiente accogliente dedicato alle audizioni delle vittime di violenza di genere, che denunciano atti persecutori, maltrattamenti, stalking e ogni altro atto violento. Si tratta di un ambiente protetto e dedicato, che mira a creare un approccio meno traumatico con gli investigatori e a trasmettere una sensazione di accoglienza della persona e attenzione per le sofferenze subite.

Un progetto importante patrocinato dal Soroptimist International, che dal 2015 ha aperto in Italia 130 stanze, nelle questure e nelle caserme, per l’ascolto di donne che hanno subito violenza.

Anche il Soroptimist Club di Lucca, con la sua presidentessa Francesca Molteni, ha partecipato al progetto e, grazie alla forte sensibilità del questore della Provincia di Lucca Alessandra Faranda Cordella, anch’essa soroptimista, ha realizzato “Una stanza tutta per sé” nei locali della Questura di Lucca, al secondo piano, dove ha sede la divisione di polizia anticrimine

«La stanza – sottolinea Francesca Molteni – l’abbiamo arredata e ridipinta perché possa essere un ambiente accogliente e poco formale, dove la donna possa sentirsi a suo agio. Un angolo è stato inoltre pensato per accogliere il bambino quando la donna si presenta col figlio. Lo scopo del progetto – continua la Molteni – è quello di sostenere la donna nel delicato e incisivo momento della denuncia di violenze e abusi alle Forze dell’Ordine e nel percorso verso il rispetto e la dignità della sua persona».

Il questore Alessandra Faranda Cordella sottolinea il grande impegno della polizia di Stato nella lotta alla violenza di genere, con la campagna permanente “Questo non è amore”. La stanza rappresenta un ulteriore tassello per la costruzione di un circuito virtuoso di fiducia tra la polizia di Stato, le vittime e gli altri enti coinvolti nella fase di tutela delle donne e dei loro figli, sia pubblici che privati e afferenti ai circuiti di volontariato. La denominazione dell’aula fa richiamo al saggio di Virginia Woolf sulla libertà delle donne attraverso l’educazione scolastica e l’attività lavorativa. —

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