Il dolore dei colleghi di Chiara Galligani: «Con lei abbiamo perso una di famiglia»
Un mazzo di fiori sulla scrivania della ditta di Lappato dove lavorava l'escursionista morta cadendo dal Monte Sagro
CAPANNORI. Alla Bfg di Lappato c'è un'atmosfera di grande dolore e tristezza. Tutti sono sconvolti, e ancora non riescono a credere che tra loro non ci sia più Chiara Galligani, la donna di 46 anni che domenica ha perso la vita sulle Apuane, cadendo per oltre 300 metri. Nell'azienda di rappresentanze industriali del Capannorese, che fornisce prodotti e servizi nel settore cartario e tessile, Chiara lavorava da tanti anni. Ieri, su quella che era la sua scrivania, c'era un mazzo di fiori rosa.
«Siamo profondamente addolorati - dice il presidente Massimo Bertocchini con la voce rotta dalla commozione - Chiara era con noi dal 1998 dopo avere interrotto gli studi universitari in veterinaria, figlia di un nostro socio, che purtroppo è deceduto nel 2019. E in azienda dove lavora anche il fratello Alessandro. Per me e per tutti era una di famiglia, da oltre 23 anni era un punto di riferimento nella gestione della parte amministrativa di una ditta che ha più di 40 anni di storia».
Una vita, quella di Chiara, che è stata legata a doppio filo alla natura: la famiglia ha anche una fattoria didattica a Chiesanuova, frazione di Chiesina Uzzanese. «Ha sempre avuto una passione per la natura e gli animali - riprende Bertocchini - una passione ereditata dalla famiglia, che ha acquistato dei terreni dando vita a una una splendida fattoria con cavalli, pecore e mucche. Anche Chiara dava una mano a gestire la fattoria. Lo faceva insieme alla mamma che ha fatto la stilista, lavorando anche per marchi come Gucci e Versace. E poi c'era quel grande amore per la montagna. Gli piaceva raggiungere le vette più belle per ammirare panorami mozzafiato. Nel fine settimana organizzava escursioni e arrampicate con gli amici, portando spesso portava con sé anche il suo cane».
Ma proprio quel mondo che conosceva bene l'ha tradita: «Una tragica fatalità - è il pensiero di Bertocchini - Chiara era un'escursionista responsabile. A quanto pare lei e l'amico avevano deciso di tornare indietro a causa della nebbia. Ma quando si è voltata purtroppo è caduta».Anche pochi giorni prima della tragedia era stata sulle Alpi Apuane, immortalando sul suo profilo Facebook l'ultima arrampicata al Torrione Figari, una cima impervia.
Distrutti i colleghi, che arrivano al lavoro con il volto rigato dalle lacrime: «Non riusciamo a credere che non ci sia più, era una ragazza solare e amante della vita, con un incredibile vitalità», dicono le persone che lavoravano con lei. Tutta l'azienda si stringe ai suoi familiari, ai figli, alla madre, alla sorella Gaia di 26 anni, studentessa di medicina a Siena. L'escursionista viveva a Chiesina Uzzanese, appena al di là del confine con la provincia di Pistoia, ma era molto conosciuta in Lucchesia.
Aveva studiato al liceo artistico di Lucca ed, nel segno della montagna, era molto amica del famoso alpinista lucchese Riccardo Bergamini. «Chiara era un'amica di famiglia - ricorda Bergamini - appena pochi giorni fa eravamo a mangiare una pizza insieme e abbiamo condiviso tante uscite in montagna, anche sul Ludwigshoe in Svizzera, una montagna alta 4.342 metri, e insieme abbiamo raggiunto altre vette importanti. Lo Spallone del Sagro è una cresta con difficoltà per escursionisti esperti e lei lo era, quindi in grado di affrontarlo, avendolo tra l'altro già fatto diverse volte. È sempre stata prudente e umile, lo faceva per passione e non per il senso della sfida. Purtroppo è stata una fatalità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
