Meteo
All’Accademico si torna a ridere con la commedia “Che fine ha fatto Piero?”
Bagni di Lucca. Torna a vivere il teatro Accademico di Bagni di Lucca con la rappresentazione delle commedie interpretate dagli allievi (adulti) del laboratorio teatrale, ideato e seguito dal tenore Claudio Sassetti e dalla regista-attrice Guendalina Tambellini. Sabato 12 giugno alle 21 andrà in scena “Che fine ha fatto Piero?” scritta e ideata da Sassetti e Tambellini. L’ingresso è libero, ma occorre prenotarsi per permettere agli organizzatori di sistemare i posti secondo le regole del distanziamento. Per farlo si può chiamare il 347 7747535. Il divertimento è assicurato, se si considera che per le passate commedie della compagnia teatrale di Bagni di Lucca c’è sempre stato il tutto esaurito. Quest’anno, a seguito delle restrizioni imposte dal decreto anti-Covid la capienza del teatro Accademico sarà dimezzata e su 300 posti sarà obbligatorio far accedere non più di 130/140 persone. Non si sono persi d’animo gli appassionati della scuola di teatro di Bagni di Lucca. Nonostante la distanza e l’obbligatorietà di seguire lezioni e prove con collegamenti online, hanno proseguito con entusiasmo. Questa è la quinta commedia che portano in scena e, come ogni anno, arriva sul palcoscenico dell’Accademico al termine di un anno di lavoro. Durante l’estate il gruppo era stato ospite a Villa Fiori a Ponte a Serraglio per la iniziativa culturale “R... estate a Ponte a Serraglio”, per rendere omaggio con le loro letture agli attori Franca Valeri e Gianrico Tedeschi. Anche in quella occasione la compagnia teatrale aveva avuto una grande partecipazione di pubblico. Sul palcoscenico ci saranno Erica Stringari, Andrea Santini, Vito Valentino, Antonietta Tropiano, Mariangela Ghidelli, Maria Rita Barbagli, Franca Ghilardi, Daniela Orsi, Iana Togneri e Elisa Franceschini. «È una commedia esilarante come quelle degli anni passati – spiega Claudio Sassetti, ideatore e regista insieme a Guendalina Tambellini – la pandemia non ci ha fermato. Siamo andati avanti, perché l’affiatamento che ci lega e la passione che sentiamo per il teatro sono troppo grandi. Non percepiamo compensi e cerchiamo di fare sempre al meglio». —
Emanuela Ambrogi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google