Il Tirreno

Lucca

L'emergenza coronavirus

Emergenza personale nelle Rsa: quasi 250 infermieri assunti dall’Asl

Gianni Parrini
Emergenza personale nelle Rsa: quasi 250 infermieri assunti dall’Asl

Le proposte dei gestori nell’incontro in prefettura a Lucca: riconoscimento degli “Oss” e deroga a quota cento

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. O ci date una mano a risolvere il problema, oppure portiamo le chiavi delle Rsa in prefettura e rimandiamo nelle case gli anziani che sono ospiti delle strutture. È più o meno questo l’sos lanciato dai responsabili delle residenze sanitarie per anziani, durante l’incontro che si è tenuto ieri mattina in prefettura. L’argomento all’ordine del giorno era la carenza di infermieri nelle Rsa. Una penuria dovuta al fatto che nel corso dell’anno queste figure sono state “risucchiate” dall’Asl che ha fatto assunzioni in abbondanza per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Lo dicono i numeri: dal 1° gennaio 2020 a oggi sono stati assunti dall’azienda sanitaria 189 infermieri, 106 operatori socio assistenziali (Oss) e 6 ostetriche nella Piana di Lucca; in più 53 infermieri, 31 Oss e 6 ostetriche per la Valle.

Personale che in precedenza prestava servizio nelle Rsa ma che vista l’opportunità ha deciso di andare nel pubblico per svariate ragioni (tra cui contratti e stipendi migliori). Ma adesso le Rsa sono in ginocchio e rischiano di non soddisfare più i criteri per l’accreditamento previsti dalla Regione. La situazione, inoltre, è destinata ad aggravarsi nell’arco di un paio di settimane, ovvero quando volgerà al termine la nuova selezione per infermieri indetta dalla Regione, a cui hanno partecipato oltre 2.300 candidati.

Non c’è tempo da perdere, per questo ieri si è tenuto un incontro in prefettura a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali (Fp Cgil, Uil Fpl, Fisascat Cisl), Confcooperative coordinamento gestori Rsa, federsolidarietà e i direttori delle tre zone distretto dell’Asl. Nell'incontro di fronte al prefetto Francesco Esposito, è stata illustrata la gravissima situazione in cui si trovano le Rsa e sono state avanzate alcune proposte, di breve e medio periodo, per risolvere il problema. Tra queste c’è il riconoscimento da parte della Regione Toscana della figura di “osss”: «Si tratta dei cosiddetti oss “con tre esse” – spiega Michele Massari della Cgil – ovvero operatori socio sanitari con ulteriori 400 ore di formazione che sono in condizione di effettuare funzioni più avanzate nella cura alla persona. Tale figura è presente sul territorio ma non è riconosciuta dalla Regione come invece avviene in Emilia Romagna e in Veneto».

Tra le possibilità c’è anche quella di un intervento delle Asl, come già avvenuto quando alcune Rsa furono trasformate in strutture Covid. In pratica il personale mancante verrebbe integrato da dipendenti del servizio sanitario Regionale. Tra le altre richieste ci sono la possibilità di abilitare professionalità provenienti da Paesi esteri come già fatto in Veneto e di sgravare di responsabilità gli Oss che nell'agire in emergenza potrebbero trovarsi a effettuare attività che vanno oltre le loro competenze. Infine si chiede di derogare a “quota 100” consentendo il rientro in servizio di infermieri già andati in pensione. Il prefetto Esposito si è preso l’impegno di quantificare il fabbisogno di infermieri delle Rsa per poi presentare alla Regione le richieste avanzate dai gestori. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web