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Va ancora deserta la vendita dell’ex fornace Pellegrini

Nicola Nucci
Va ancora deserta la vendita dell’ex fornace Pellegrini

Era di 296mila euro la base d’asta per il complesso industriale in abbandono. L’area tornerà all’incanto all’inizio di ottobre con un ribasso del 25 per cento 

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PORCARI. Niente da fare. Ancora una volta asta deserta per il complesso dell’ex fornace Pellegrini a Rughi, uno dei più importanti siti di archeologia industriale della Piana.

Nessuna offerta è arrivata in risponda al bando, scaduto giovedì, che aveva rimesso sul mercato l’intero complesso, la vecchia fornace, i suoi ruderi e il lago, per un importo di 296mila euro. A quasi sei anni dal primo incanto ancora non c’è un nuovo proprietario. Nessun offerente però si è fatto avanti per acquisire l’area che rischia di veder deteriorare ulteriormente le sue condizioni. Alla procedura, disposta dal curatore liquidatore giudiziale Simone Berti in via telematica, non ha risposto nessuno.

E adesso, cosa succede? Secondo la procedura normativa sulle aste giudiziarie dovranno trascorrere almeno 120 giorni per una nuova vendita, che a questo punto si dovrebbe svolgere a inizio di ottobre, con la speranza che arrivi un’offerta in grado di sbloccare lo stallo che da anni avvolge l’area situata tra la via Romana Ovest e via Forabosco.

Anche perché in quell’occasione i potenziali acquirenti potranno rilevare il complesso ad un prezzo di base ribassato del 25 per cento, ossia 74mila euro in meno. Si ripartirà quindi da una base di poco superiore ai 220mila euro e se anche la prossima asta dovesse andare a vuoto si potrebbe passare alla trattativa privata, per cercare un soggetto interessato.

Il complesso ai piedi delle collina della Torretta è ormai fatiscente, con gran parte degli edifici crollati. Ma quella ciminiera rimasta su non solo appartiene ai ricordi e all’immaginario dei porcaresi, ma ha anche una rilevanza architettonica.

C’è poi la presenza di quel lago artificiale di discrete dimensioni alimentato, da una sorgente naturale, che ha sostituito la vecchia cava. Un bacino che arriva fino al palazzo rosso, in collegamento diretto con l’area della collina, e che ha finito per ricreare un ambiente potenzialmente sfruttabile anche in chiave turistico. Ancora oggi tanti porcaresi vi vanno a fare una passeggiata e c’è pure chi va a pescare.

Il recupero e la conservazione di tutta l’area potrebbe aprire la strada ad altre destinazioni del sito, che si estende su una superficie di 27.888 metri quadrati, formato, oltre che dal lago, dai ruderi della vecchia fornace. Una situazione a cui guarda anche il Comune che ha adottato un regolamento urbanistico che favorisce il recupero dei siti dismessi. E che in passato aveva manifestato l’esigenza di una conservazione dell’ambiente naturalistico dell’ex fornace compatibile con i progetti di riqualificazione (tra i progetti sfumati quello di una serie di abitazioni con vista sul lago).

Negli ultimi anni però la situazione è profondamente cambiata e dopo la crisi del mercato immobiliare è arrivata anche la pandemia a frenare l’interesse per il complesso in località Martellacci.

Un altro di quei luoghi, come l’ex piscina Masada, caro ai porcaresi che sperano possa essere salvato e recuperato per dare vita a una nuova attività che potrebbe portare anche a risvolti occupazionali per il territorio.

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