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Aristoemporium artigianato tipico nel cuore di Barga

Francesco Cosimini
Aristoemporium artigianato tipico nel cuore di Barga

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barga. Da qualche giorno si può visitare Barga e portarsi con sé dei gustosi ricordi. Ne sono un esempio i prodotti gastronomici barghigiani e della Valle del Serchio creati con amore dai loro artigiani del sapore, pezzi d’antiquariato o vintage e altri a stuzzicare gli occhi del collezionista, poi opere d’arte dalle menti creative della zona, ma anche una serie d’oggetti rigorosamente fatti a mano nei dintorni barghigiani e addirittura dalle Highlands visto che Barga è considerata la città più scozzese d’Italia.

Tutto ciò e molto altro, perché vanno aggiunti alimenti e oggettistica creati in esclusiva, si può acquistare da “AristoEmporium”. Così si chiama la bottega del centro storico affacciata su piazza Salvo Salvi, proprio davanti al palazzo del municipio, che ha aperto le sue porte solo da sabato scorso. Ideatrice e titolare dell’emporio in cui è racchiuso il meglio di Barga e dintorni è Antonella Conti, barghigiana prossima alla pensione. Il nome della sua nuova avventura trae ispirazione dalla vicina attività del marito Giovanni e del figlio Lorenzo, l’osteria “Da Aristo”: uno di quei locali storici dove accomodarsi per assaporare la vecchia Barga ed ammirare lo scorrere della vita in centro storico, regno di concetti come “slow living” e prodotti a chilometro zero. Stessa filosofia scelta dalla signora Antonella per dare vita al suo AristoEmporium, nel fondo, come ricorda, «dove dalla fine dell’800 fino agli anni’90 c’è stata una ferramenta, poi un’attività di artigiani, e dopo la chiusura per parecchio tempo dei temporary shop». Un trionfo di terracotta sui pavimenti ed addirittura sulle volte delle due stanze del negozio, oggi contengono tutto l’amore nonché la cura con cui la nuova proprietaria racconta Barga e la Valle del Serchio, patria d’artigiani e dei loro prodotti fatti con gusto e garbo. Da questi la titolare di AristoEmporium ha preso solo il bello catturato dai suoi occhi, e nel caso dei prodotti enogastronomici quel buono rimasto impresso sulle proprie papille gustative. Nonostante il periodo particolare, per la signora Conti l’apertura del negozio ha coinciso con quella del cassetto dei sogni. «Era un progetto vecchio e che avevo in testa già da tempo –infatti racconta-, anche perché il centro storico non offriva niente per gli acquisti. Nel tempo si è focalizzato sulla ristorazione, anche buona, ma le persone che venivano a visitare Barga non avevano la possibilità di comprarsi un prodotto tipico o un souvenir o qualcos’altro da portarsi a casa come ricordo della cittadina». Dopo averlo «coltivato un po’in attesa delle condizioni personali», poi il Covid «che mi ha dato la possibilità di lavorare con calma alla realizzazione del progetto». —



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