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Allo sportello Lgbt 40 richieste di ascolto
Il servizio attivo a Santa Margherita e gestito da LuccAut è un punto di riferimento contro la cultura del pregiudizio
Dal maggio 2017 a oggi sono state 40 le richieste di accesso allo sportello di ascolto e orientamento di Santa Margherita a sostegno delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Richieste arrivate per email, via social o attraverso amici. Questo il bilancio, all’indomani della Giornata internazionale contro l’omofobia, dello sportello, gestito dall’associazione LuccAut. Uno sportello che offre, spiega Romina Incorvaia, presidentessa di LuccAut, «uno spazio di accoglienza e ascolto libero da pregiudizi, tutelato da segretezza professionale in cui, con l’aiuto di esperti, è possibile affrontare tematiche come l’accettazione del proprio orientamento sessuale, le difficoltà legate alla definizione della propria identità di genere, comportamenti sessuali consapevoli, l’omofobia interiorizzata, il coming out negli ambienti significativi di vita, la sessualità e le relazioni familiari». Qui un consulente professionale, a titolo assolutamente gratuito, svolge un’attività di ascolto, accoglienza e orientamento. Alla fine del percorso di ascolto individuale, l’associazione offre anche la possibilità di incontri di gruppo di ascolto e di incontri culturali mensili attraverso gruppi tematici, workshop e proiezioni di film e libri.
«Per noi – riprende Incorvaia – rappresenta un ulteriore passo in avanti nel lavoro di promozione dei diritti e dell’uguaglianza che stiamo portando avanti fin da quando l’associazione è nata nel 2014. Contro l’omobitransfobia è necessario lavorare sui due aspetti: il primo l’aspetto culturale, sensibilizzando e promuovendo la conoscenza della diversità, in modo che non sia più percepita come pericolo, e scardinare le porte del pregiudizio e consentire l’accesso ad un futuro che riconosca la diversità come valore e risorsa insostituibile. Il secondo è l’aspetto del supporto alle persone che vivono con conflittualità interna e negli ambienti di vita il proprio orientamento sessuale o identità di genere, e creare quindi condizioni per la piena realizzazione e visibilità».
La fascia di età di chi si rivolge allo sportello va dai 18 ai 38 anni, ma la più significativa è quella tra 20 e 25 anni: «Sono persone che affrontano il primo passo nella conoscenza di sé per quanto riguarda il proprio orientamento sessuale o identità di genere. Si percepisce un forte imbarazzo quasi vergogna, un disagio nell’accettazione. Inoltre c’è una esplicita richiesta di privacy e di un luogo protetto dove poter parlare liberamente». —
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