Il Tirreno

Lucca

Come diceva alla mia bisnonna qui si sentiva sempre a casa

FRANCESCO MODENA* ; *Pronipote del poeta Giuseppe Ungaretti

Soltanto in questo luogo il poeta poteva riscoprire le proprie radici le stesse che tutti noi ci portiamo dentro ovunque ci troviamo 

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la lettera

FRANCESCO MODENA*

Voglio ringraziare il Comune di Lucca nella persona di Ilaria Vietina, mia madre Daniela e mio zio Beppe per la tenacia dimostrata nel portare avanti questo desiderio di rendere omaggio al poeta. Soprattutto ringrazio Alessandro Paroli per l’entusiasmo e la dedizione nell’aver curato con un lavoro di scrupolosa ricerca i rapporti tra le discendenze del poeta e i rapporti con la sua Lucca.

Noi tutti che abbiamo vissuto e viviamo in questa corte rappresentiamo una piccolissima comunità di persone che ha conosciuto Ungaretti, come tutti, dai libri scolastici ma da privilegiati con quei racconti narrati dalle persone più anziane sui ricordi, le discendenze e gli aneddoti legati al poeta.

In questo luogo nacquero il padre del poeta e i suoi fratelli, con alcuni Ungaretti mantenne una corrispondenza viva e sincera, tra questi la mia bisnonna Natalina, cugina del poeta che nel 1943 ricevette la sua visita.

Per tutto questo, come piccola comunità siamo orgogliosi e fieri di celebrare in modo concreto con questa targa che renda presente e manifesto il ricordo della discendenza legata al poeta e del suo rapporto con la città di Lucca. Questo gesto è particolarmente sentito in quanto soddisfa la volontà e il desiderio anche di tutte quelle persone che oggi non sono più tra noi (papà, nonni, bisnonni)che sono sicuro avrebbero gradito un giorno veder materializzati quelli che erano per loro racconti, sensazioni, tradizioni.

Nella casa di mia nonna, quando spesso gli facevo visita, c’erano appese ad una parete alcune fotografie di un uomo con un’aria molto distinta e al tempo pensavo raffigurassero mio nonno; successivamente mia nonna mi spiegò che la persona presente in quella foto non era mio nonno, bensì un importante poeta che in qualche modo era legato alla nostra famiglia.

La speranza oggi è che la figura di Ungaretti, monumento e pilastro della poesia e della letteratura italiana, possa essere valorizzata nella sua luminosa e universale personalità, scevra da ogni riferimento ideologico ma semplicemente (come fece mia nonna) rivelata a tutti noi e soprattutto ai nostri concittadini per quelle che sono le sue origini di uomo che in realtà sono le nostre, cosicché tutti possano esser fieri e orgogliosi, come noi oggi in questa corte, di avere una discendenza così importante.

Come spesso dichiarò il poeta sia nelle sue interviste, sia nel privato con mia bisnonna, a Lucca si è sempre sentito a casa, perché solo in questo posto poteva sentire vive le proprie radici: radici che tutti noi ci portiamo dentro ovunque ci troviamo, radici che ci legano umanamente, radici che sono la nostra Storia. —

*Pronipote del poeta

Giuseppe Ungaretti



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