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Medici lucchesi in campo per 60-70enni. Quiriconi: serve centro vaccinale
Il presidente dell’Ordine: «Meglio avere un luogo dove a turno sia possibile fare le somministrazioni»
LUCCA. Medici lucchesi di nuovo in campo. Dopo aver vaccinato gli ultraottantenni adesso i dottori di famiglia sono in ballo per proseguire la campagna di immunizzazione tra gli assistiti sessantenni e settantenni. E alcuni chiedono la messa a disposizione di un centro vaccinale in cui a turno, ciascuno di loro possa fare le iniezioni ai propri pazienti. Un’idea che l’Asl per la verità aveva accarezzato: nel caso fosse stato aperto l’aperto l’hub vaccinale al Polo fiere, l’idea su cui stava ragionando l’azienda era quella di lasciare il secondo piano del padiglione A del Campo di Marte proprio ai medici di famiglia per effettuare l’immunizzazione degli assistiti. Ma i dubbi della Regione riguardo l’apertura dell’hub hanno fatto cessare subito questo ragionamento.
Tornando ai medici di famiglia, va detto che l’accordo con la Regione non è stato ancora firmato ma le parti sono vicine e la fumata bianca è attesa a giorni, come ribadito ieri dal presidente Giani. In entrambe le fasce di età il percorso è stato iniziato dall’Asl: secondo i dati dell’Istat nella Piana le persone comprese tra 70 e 79 anni sono 17. 699 e il 67,6 per cento è già stato vaccinato. Mancano, dunque, poco meno di 6mila persone. Per quanto riguarda i sessantenni, invece, i lavori sono molto più indietro: dei 20.249 residenti nella Piana appena il 18,8 per cento ha ricevuto la prima dose di vaccino e dunque mancano più di 16mila cittadini.
Intanto i medici di famiglia restano in attesa delle comunicazioni ufficiali da parte di Regione e sindacati: «Ancora non ho ricevuto notizie ufficiali – spiega il presidente dell’Ordine Umberto Quiriconi –. Noi siamo pronti, anche se la speranza è che ci tolgano un po’ di burocrazia e magari ci diano dei vaccini più gestibili, ad esempio il Johnson, un monodose che non ha bisogno di temperature particolarmente basse per essere conservato».
La richiesta di Quiriconi potrebbe essere soddisfatta: stando alle bozze di accordo, saranno gli stessi cittadini a prenotarsi sul portale della Regione. Al momento di prendere l’appuntamento potranno decidere se andare dal proprio medico o all’Asl. «Sarebbe un bello sgravio – aggiunge Quiriconi – Chiamare i pazienti, prendere gli appuntamenti, prenotare le dosi: è un lavoro che portava via un sacco di tempo. E poi sarebbe il caso che venisse allestito un centro vaccinale in cui i medici a turno possano vaccinare i propri assistiti. Renderebbe tutto più semplice: tre-quattro medici e dieci infermieri che si danno il cambio potrebbero fare un elevato numero di somministrazioni. Mi permetto di dire che il medico di famiglia è importante soprattutto nelle zone decentrate, dove gli assistiti hanno difficoltà a raggiungere i centri vaccinali. Ma negli agglomerati urbani se si vuole accelerare la campagna di immunizzazione è necessario aprire un vero e proprio hub».
Anche il dottor Alberto Vitolo, coordinatore dell’Aft della Piana (le Aft sono le aggregazioni territoriali in cui sono organizzati i medici di famiglia) è pronto a scendere nuovamente in campo per sessantenni e settantenni: «Siamo in attesa delle comunicazioni ufficiali, ma la mia disponibilità è assoluta e finalizzata alla vaccinazione del più alto numero di persone nel minor tempo possibile più persone possibile. Sulla questione di un centro vaccinale per noi medici, credo che sia una necessità soprattutto per chi non fa parte di una medicina di gruppo o non ha strutture adeguate. Personalmente preferisco effettuare le vaccinazioni nel mio ambulatorio».
In fatto di celerità Vitolo è stato uno dei primi medici della Piana a completare la somministrazione delle dosi sugli ultraottantenni: «Entro domenica finiremo tutti i richiami visto che gli ultimi ultraottantenni sono stati vaccinati il 25 aprile, quindi tre settimane fa», conclude. –
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