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Rami pericolanti sui pini marittimi di piazza Orsi
Le zone a rischio sono state isolate in attesa del sopralluogo previsto per domani Si cercano nuovi alberi più adatti al contesto urbano
PORCARI. Sono belli, bellissimi, ma sono anche pericolosi. Stiamo parlando dei pini marittimi, alberi che nei decenni passati sono stati scelti quasi ovunque per regalare un po’ di verde ai centri urbani e alle strade. Peccato però che quando furono piantati, con le migliori intenzioni del mondo, non ci si rendesse conto che forse quelle piante non erano proprio le più adatte. Questo per il breve ciclo vitale, ma anche per la loro natura (radici superficiali ed equilibrio statico precario), e ora che le piante sono cresciute i problemi emergono.
Ce ne siamo resi conto, in modo terribile, nel marzo del 2015, quando la Toscana fu investita da una bufera di vento e proprio i pini furono abbattuti ovunque, con danni gravissimi. Ma anche a Porcari, nel corso del tempo, sono emersi problemi legati a questi alberi, che caratterizzano proprio il salotto buono della città: piazza Orsi.
Anche nelle ultime ore nuove fettuccine bianche e rosse sono comparse a circondare alcuni di quei pini, a causa di alcuni rami che appaiono pericolanti. Domani interverrà l’ufficio tecnico per valutare la situazione e decidere il da farsi.
«È un percorso lungo da fare quello della messa in sicurezza dei luoghi pubblici da specie arboree che, con i decenni possono creare situazione di pericolo – commenta il sindaco Leonardo Fornaciari – il parco giochi in piazza Orsi è stato messo completamente al sicuro con nuovi alberi diversi dai pini come pure alcune aree della stessa piazza. Anche la zona giochi di piazzetta Uda ha visto interventi di questo tipo. Abbiamo eliminato ogni potenziale pericolo all’asilo di via Giannini dove saranno piantati nuovi alberi. Lo stiamo facendo in modo graduale, ma è un percorso che abbiamo iniziato e che voglio portare a termine: sì agli alberi ma no a quelli che poi con il tempo si è costretti a tagliare. Perché dover tagliare un albero è sempre un peccato». —
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