Italia
«Vengo e taglio la gola alla tua famiglia» Minacciato un informatico della Piana
Sotto indagine per stalking un cinquantenne di Rosignano, tutto nascerebbe da un presunto disservizio su un programma
rosignano. «Figlio di cagna, se la prossima settimana i siti sono ancora online vengo da te e taglio la gola a tutta la famiglia, credimi lo faccio». E ancora: «Ma se continui, io ti finisco personalmente. E credimi ci sono vicino, siccome hai risvegliato i miei sensi ieri, pensa bene a quello che fai, perché a me venire a trovarti con cinque o sei truffati dove stai e lasciarti per terra è un attimo».
Sono questi alcuni dei messaggi inviati nei mesi scorsi da un cinquantenne rosignanese tramite il sito internet myspytaly a un esperto informatico residente nella piana di Lucca e oggi allegati all’ordinanza in cui la giudice per le indagini preliminari Antonia Aracri dispone per l’indagato il divieto di comunicazione e avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima dello stalking.
Una storia di vendette e minacce che inizia – secondo gli investigatori – nel 2018, quando il cinquantenne si rivolge alla vittima, che fornisce assistenza informatica per un software spia da installare sui telefonini. Perché – si legge i uno dei messaggi – «nonostante abbia pagato il canone mensile di 100 euro», il meccanismo software avrebbe continui guasti. Evidentemente però il problema non viene risolto e iniziano le critiche al programma .
Di contro, nei mesi successivi, su internet viene creato un sito – ad oggi incomprensibilmente ancora on line – con il nome e cognome dell’attuale indagato in cui questo viene offeso pesantemente. Dentro sono pubblicate le sue foto, della moglie e addirittura dei figli. Ma non solo. Perché compaiono informazioni su tutta la famiglia: dove abitano i genitori, che cosa fanno nella vita. E una serie di offese inscrivibili. Corredati da articoli diffamatori come: «Ecco lo stalker omofobo e sessista». «Mitomane e truffatore inventa fesserie ogni giorno». «Malato mentale odia e avvelena i cani».
Per questo, l’attuale indagato, nel 2019 si presenta in questura, a Livorno, e sporge querela nei confronti dell’informatico pensando che sia lui ad aver costruito il sito dove viene perseguitato. A novembre scatta la perquisizione per verificare le accuse ma gli investigatori non trovano conferme.
Tutto finito? Macché. A febbraio di quest’anno sull’indirizzo di posta elettronica riconducibile al sito myspyitaly riecco nuove offese. A cui si aggiungano anche minacce di morte sul sito www.signal-arnaques.com, un portale nel quale gli utenti segnalano le truffe subite. È qui – scrive il giudice – «che l’odierno querelante, con i suoi dati identificativi, veniva accusato di essere un fornitore di programmi illegali, e soprattutto di trarre in inganno i suoi clienti con la promessa di installazione di un software che di fatto non raggiungeva l’obiettivo promesso, senza alcuna prospettiva di restituzione del denaro versato e di cessazione del pagamento rateale concordato». In un crescendo di minacce che si sarebbe allargato anche ad altri soggetti, come avvenuto il 14 marzo. «Abbiamo messo una taglia sulla tua testa – si legge in un messaggio – Io e il mio padrino (viene citata una famiglia di Rosarno ndr) ti prenderemo. Ti sotterro vivo a te».
Fino all’11 aprile quando – secondo gli investigatori – il cinquantenne rosignanese avrebbe affittato alla Hertz una Fiat Panda presentandosi sotto casa della vittima. «Mi ha pure visto – scrive sul sito mspyitaly.org un accout riconducibile al cinquantenne – perché il porco era affacciato alla finestra. Gli ho detto di scendere, da là è sparito, non ha più scritto nulla (si riferisce al sito dove viene diffamato?) niente di niente». Aggiungendo nuove offese: «Uno che scureggia su internet nel pieno anonimato, nel pieno anonimato fa le truffe giornaliere, nel pieno anonimato offende, insulta e minaccia. Ma ha i giorni contati, a breve andrà dove merita. A lui capire dove». Il 25 aprile l’ultimo affronto che ha fatto scattare la richiesta del pubblico ministero. L’indagato si è presentato sotto casa dell’informatico e ha inserito nelle cassette delle lettere di tutti i condomini un articolo del Tirreno del 2005 «dove si riferiva di condanne inflitte all’odierno querelante». —
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