Il Tirreno

Lucca

CRAC AS LUCCHESE LIBERTAS 1905 

Istanza del curatore alla Telnet di Carraia per 110mila euro

L.T. ;
Istanza del curatore alla Telnet di Carraia per 110mila euro

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LUCCA. Una delle quattro cause civili con azione revocatoria intentate dal curatore fallimentare Claudio Del Prete per conto dell’As Lucchese Libertas 1905 – dichiarata fallita nel 2019 dal tribunale di Lucca – è iniziata davanti al giudice Silvia Morelli e potrebbe avere ripercussioni anche sul piano penale visto che l’inchiesta della procura sul fallimento del club si avvia alla conclusione e presto verrà dato il via libera ai primi provvedimenti. Si tratta della causa dell’As Lucchese Libertas 1905 contro la Telnet Systems srl con sede a Carraia. Stando a quanto emerso dalle carte la curatela chiede al giudice, attraverso la revocatoria fallimentare, che la Telnet srl, l’azienda dell’allora socio del club Arnaldo Moriconi, restituisca 110mila euro all’As Lucchese Libertas 1905 fallita nel luglio 2019. La società prima dell’inizio del campionato 2014-15 – quello del ritorno nei professionisti dopo la vittoria della Lucchese nel campionato di D – aveva dislocato telecamere ad altissima definizione in sedici punti strategici dello stadio. Un intervento effettuato dalla Telnet di Carraia con tanto di plauso da parte delle forze dell'ordine e in particolare i rappresentanti del Gos per la qualità delle immagini superiori a quelle del recente passato. Per quell’intervento in bilancio era stata contabilizzata una perdita di cinquantamila euro. Stando agli accertamenti della curatela invece, poco prima del richiesta di concordato preventivo da parte dei legali dell’As Lucchese Libertas 1905, erano stati versati 110mila euro alla Telnet di Carraia proprio in relazione all’installazione delle telecamere di videosorveglianza allo stadio. E poiché l’atto di pagamento a Telnet è avvenuto nei sei mesi antecedenti al fallimento per la curatela diventa inefficace e quindi i soldi devono essere restituiti a garanzia dei creditori. Nell’udienza di ieri mattina sono stati ascoltati dal giudice come testimoni l’ex diesse Antonio Obbedio, l’ex segretaria Marcella Ghilardi e l’ex socio e responsabile Gos, Moreno Micheloni. —

L.T.

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