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Lucca

«Terme, accreditiamoci con l’Asl per dare almeno i servizi sanitari»

Emanuela Ambrogi
«Terme, accreditiamoci con l’Asl per dare almeno i servizi sanitari»

Il sindacato fisascat cisl preoccupato per dodici lavoratori 

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Emanuela Ambrogi

bagni di lucca. Crea forte preoccupazione la mancata riapertura delle Terme di Bagni di Lucca, anche ora che la Toscana è tornata in zona gialla. Giovanni Bernicchi, segretario della Fisascat Cisl Toscana Nord, vede addensarsi nubi sul futuro dei dipendenti, una ventina tra le Terme e l’albergo di proprietà dell’attuale gestore. Ma preoccupa anche la possibile perdita di turisti e introiti.

Nonostante tutti i problemi che esistono per uno stabilimento che ha necessità di consistenti e urgenti restauri, secondo il sindacato almeno le prestazioni previste dal servizio sanitario pubblico andavano assicurate, come avviene nelle Terme di altre città. E andava rinnovato l’accreditamento da parte della Asl. Il fatto che le Terme di Bagni siano rimaste chiuse fa temere alla Cisl che sia a rischio il futuro dei dodici dipendenti. È vero che il bando per l’assegnazione della gestione fino al 2037 prevede che il concessionario sia obbligato a riassumerli, nel caso cambiasse, ma Bernicchi non si nasconde che l’entità dei lavori richiesti dal Comune al gestore definitivo, sia pure in sconto affitto, potrebbe scoraggiare eventuali imprenditori interessati, anche se il canone di affitto è stato ribassato. Il sindacalista si augura quindi che il Comune disponga di un piano B, nel caso il bando andasse di nuovo deserto, e assicura intanto che la Cisl subito dopo l’apertura delle buste sarà a Bagni di Lucca per avviare una mobilitazione permanente, nel caso il bando non portasse il nuovo concessionario.

«Vogliamo capire cosa succede e cosa sarà del futuro delle dodici persone che lavorano alle terme – dice Bernicchi – Lo stabilimento è chiuso da troppi mesi. Incrociamo le dita e speriamo che la amministrazione comunale ce la metta tutta per far ripartire l’attività». Il segretario cita poi i nomi di tutti i dodici dipendenti, un segnale che fa capire quanto la situazione gli stia a cuore: «Il periodo è difficile e il settore turistico, così come quello termale, a causa del Covid è senza dubbio tra i più colpiti. Ma qualcosa deve essere stato fatto preventivamente da parte di chi amministra, in previsione di un bando che può andare deserto e di un possibile successivo mancato accordo tra l’attuale gestore, che ha la proroga fino al 30 giugno, e la amministrazione comunale». Impensabile per Bernicchi che le terme di Bagni possano davvero chiudere. «Rimettere in moto questo complesso che è chiuso da mesi non sarà così facile, ma assicuro che il sindacato sarà sul territorio subito dopo la scadenza del bando (17 maggio). I lavoratori non saranno lasciati soli».

Non è chiara la loro situazione contrattuale rispetto ai dipendenti della struttura dell’albergo, che è di proprietà dell’attuale gestore, in regime di proroga fino al 30 giugno. Il sindacato chiede tutela per tutte queste famiglie. «Purtroppo chi ha in gestione le Terme da tempo non ha più fatto investimenti – conclude Bernicchi – e anche per questo non ha intenzione di riaprire l’attività nell’ultimo periodo restante. Le Terme hanno bisogno di interventi, la struttura necessita di investimenti. Parlo anche della Grotta, da adeguare alle regole Covid. E per recuperare i servizi sanitari occorre rinnovare l’accreditamento Asl». —

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