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Una saldatura difettosa del carrello elevatore all’origine della tragedia di Lucca
Operai morti sul lavoro: consulente del pm ribadisce l’errato posizionamento della canalina passacavi sul braccio meccanico
LUCCA. I punti essenziali sono sempre quelli: l’errato posizionamento della canalina passacavi sul braccio meccanico del carrello elevatore, le saldature difettose che hanno indebolito il mezzo meccanico e il controllo superficiale dell’ICE (Istituto di Certificazione Europea). La deposizione, con tanto di contro esame, dell’ingegner Stefano D’Errico – docente al politecnico di Milano e consulente del sostituto procuratore Elena Leone – conferma quanto già stabilito e confuta quanto replicato dai professionisti della difesa. Per il consulente dell’accusa Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini, rispettivamente di 54 e 61 anni, dipendenti della Cooperativa Agricola Morelli, precipitarono da un’altezza di dieci metri a causa del cedimento del braccio meccanico del carrello elevatore modello «Eagle» della ditta “Oil & Steel” su cui lavoravano per montare i portalumini sulle facciate di palazzo Pretorio in vista della processione di Santa Croce. La tragedia risale al primo settembre del 2017 e l’udienza preliminare di fronte al gup Antonia Aracri richiederà ancora diversi mesi prima di arrivare alle prime conclusioni. La prossima è fissata per il 26 luglio.
D’Errico nella mattinata di giovedì ha argomentato le sue deduzioni approfondendo l’aspetto della riconducibilità del danno al carrello al colpo sulla grata e non ad un colpo pregresso come sostiene la difesa che vuol ricondurre la causa dell’improvvisa frattura e quindi del cedimento del braccio a un fenomeno verificatosi nel tempo e quindi attribuibile a una “cattiva” manutenzione della “Cooperativa Agricola Morelli” (che ha cessato l’attività ed è fuori dal processo) che non avrebbe eseguito controlli necessari dopo un incidente avvenuto prima della tragedia. Per la morte dei due operai lucchesi sono indagati Marco Milesi, 54 anni, di Milano, Fosco Celi, 80 anni, di Rimini e Paolo Balugani, 55 anni, di Modena, rispettivamente amministratore delegato, presidente e direttore tecnico della “Oil & Steel” nel 2009 quando fu acquistata la gru collassata e causa della morte dei due operai; Giuliano Bicchi, 77 anni, di Anzola Emilia, e Francesco Corrado, 77 anni, di Imola, all’epoca dei fatti direttore generale e membro del consiglio d’amministrazione dell’Istituto di Certificazione Europea, organismo di certificazione e di ispezione e Sergio Rossi e Silvano Nannetti, di 64 e 59 anni rispettivamente di Forlì e Castrocaro, responsabili della “Art e Campenter” fornitrice del braccio meccanico alla “Oil & Steel”. —
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