Il Tirreno

Lucca

Vaccinati tutti gli ultraottantenni lucchesi Entro maggio completate le seconde dosi

Gianni Parrini

I non-immunizzati sono il 12 per cento: alcuni per problemi di salute, altri perché guariti dal Covid da meno di tre mesi

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Gianni Parrini

LUCCA. «Ce l’abbiamo fatta e quando sono arrivati i vaccini abbiamo dimostrato grande spirito di abnegazione, recuperando in venti giorni il ritardo che la Regione aveva accumulato rispetto al resto d’Italia». C’è un pizzico di sano orgoglio nelle parole di Francesco Rossi, uno dei medici di famiglia lucchesi che in queste settimane ha partecipato al tour de force per completare entro il 25 aprile la vaccinazione sugli over 80 del nostro territorio. Un’operazione che ha dato un significato aggiuntivo a quello che tradizionalmente è il giorno della Liberazione. I dati riportati nella tabella qui a fianco e aggiornati a lunedì 26 aprile, mostrano come 16.346 ultraottantenni su 18.662 residenti tra Piana di Lucca e Valle del Serchio, abbiano ricevuto almeno una dose di vaccino. Sono l’88 per cento del totale, così suddivisi: il 42 per cento ha ricevuto solo una dose, mentre il 45 ha già fatto anche il richiamo. Resta un 12,5 per cento di over 80 non vaccinati. Ma il dato è presto spiegato: «Ci sono persone – prosegue Rossi, coordinatore dell’Aft Lucca nord – che hanno rifiutato, altri che sono guariti dal Covid da meno di tre mesi e quindi non possono essere vaccinati, altri ancora che in questo momento non sono in Toscana. In più, ci sono tutti quelli che sono ricoverati in ospedale o che per motivi di salute non hanno potuto fare il vaccino. Alcuni verranno recuperati più avanti, ma di fatto tutti quelli che potevano essere vaccinati entro il 25 aprile hanno avuto la loro dose». Una mano l’ha data anche l’azienda sanitaria, che nelle ultime due settimane ha organizzato delle sedute vaccinali espressamente dedicate agli ultraottantenni in modo da alleggerire il carico su quei medici di famiglia che non essendo inseriti in una medicina di gruppo non avevano spazi e personale adeguati a vaccinare tutti i loro assistiti. Lo scorso fine settimana agli over 80 era stata persino data la possibilità di presentarsi all’hub di Campo di Marte senza appuntamento: se il requisito anagrafico era soddisfatto, si veniva vaccinati.

L’accelerazione è nei numeri: alla data del primo aprile gli ultraottantenni della Piana che avevano ricevuto la prima dose di vaccino erano 6.983, pari al 35 per cento del totale, quota raggiunta in un mese e mezzo visto che formalmente le vaccinazioni su questa categoria sono partite il 15 febbraio (Rossi è stato il primo in provincia). La media giornaliera era di 155 dosi al giorno. Negli ultimi 25 giorni, invece, sono state fatte 4.621 dosi con una media giornaliera di 185 somministrazioni. Idem in Valle.

La battaglia non è certo finita: ci sono da completare i richiami entro maggio, e poi bisogna proseguire con i fragili, i settantenni e tutte le altre categorie. I medici di famiglia, per il momento dovranno occuparsi solo delle seconde dosi sugli over 80, ma visto che sono stati in grado di dare un contributo fondamentale non è escluso che la Regione torni a bussare alla loro porta: «Se dovremmo continuare con altre categorie – racconta Rossi – ci aspettiamo che l’azienda sanitaria ci dia una mano con il personale infermieristico e si faccia carico di tutti quegli aspetti burocratici che rallentano molto la campagna». —

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