Il Tirreno

Lucca

L’analisi  

«Imprese in crisi ma ci sono potenzialità per la ripartenza»

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LUCCA. Le famiglie lucchesi, dunque, hanno speso meno e accumulato risparmi. Ma al momento non sono intenzionate a usarli. Lo dimostrano i dati sul credito al consumo (1. 056 milioni) che ha registrato un calo del –1, 0 per cento, tra i più bassi in regione e in parte destinato agli acquisti di “beni durevoli” aumentati invece del +4,2 per cento.

Le banche hanno in mano anche molti crediti in sofferenza che però in questo anno sono andati diminuendo per moratorie e rinvio delle scadenze dovuti alla pandemia: siamo a 361 milioni di euro (-37,6 per cento nell’anno, con un rapporto sofferenze/impieghi pari al 3, 8 per cento). Il tasso di deterioramento provinciale si è così ridotto allo 0, 828 per cento (passaggio a sofferenza nell’anno, rispetto agli impieghi iniziali).

«Nella nostra provincia le attività bloccate da mesi per la pandemia sono in grande sofferenza, molte hanno già chiuso e molte altre potrebbero non riaprire, mettendo a rischio numerosi posti di lavoro – ha dichiarato Giorgio Bartoli, commissario straordinario –. Il sistema economico lucchese sembra però avere le potenzialità per una soddisfacente ripresa allorché l’uscita dalla pandemia consentirà al “complessivo motore produttivo locale” di tornare a pieno regime». —

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