Ospedale di Castelnuovo Riorganizzazione in Cardiologia a maggio
Dal 15 del prossimo mese il reparto sarà coperto da cardiologi nel servizio diurno Per quello notturno l’Azienda si avvarrà degli internisti
Tiziana Gori
castelnuovo. L’Asl garantisce entro metà maggio la riorganizzazione del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Castelnuovo.
Per altre tre settimane si andrà avanti con il servizio di guardia e i medici spostati per turni da altri ospedali vicini, nell’attesa di definire il nuovo quadro organizzativo dell’ospedale garfagnino.
È un problema che non colpisce solo Castelnuovo (la difficoltà di reperire specialisti), ma che in Garfagnana è esploso nelle ultime settimane per la perdita di cinque cardiologi su otto. Ne sono rimasti tre, gli altri turni vengono coperti con ordini di servizio della Asl che invia professionisti da altri presidi. Una patata bollente, peraltro in tempo di Covid, con i sindacati che hanno iniziato un pressing a tutto campo nel confronti dell’Azienda sanitaria Toscana nord ovest.
Ieri pomeriggio l’incontro tra Cgil, Cisl, Uil e sindacati autonomi con il direttore sanitario Luca Lavazza e il direttore del Dipartimento medico Roberto Bigazzi.
«L’Asl – spiega Valerio Musetti, referente Cgil di Area vasta – ha garantito la riorganizzazione del servizio entro metà maggio. Le 12 ore diurne saranno coperte interamente da cardiologi, per il turno di notte ci si avvarrà di internisti del Santa Croce. Alcuni hanno la specializzazione in Cardiologia. Fino al 15 maggio si andrà avanti con la formula “flessibile” che ha caratterizzato gli ultimi otto mesi». Che la situazione della Cardiologia garfagnina sia critica è cosa nota a tutti i sindacati. «Ma quello di trovare professionisti, in alcune specialità, è comune a tutta la regione. Mancano nefrologi, ortopedici, chirurghi. Per Castelnuovo gioca un ruolo decisivo l’essere zona disagiata. In pochi vogliono venirci. Difatti l’Asl ha scorso la graduatoria senza successo». Situazione non rosea nell’area di costa: «A Castelnuovo mancano tre cardiologi, a Lucca due, a Massa tre, a Livorno due. In tutta l’Asl nord ovest mancano 36 radiologi. Come Cgil siamo preoccupati, perché abbiamo necessità di dare risposte alla cittadinanza senza andare verso un’ulteriore privatizzazione del sistema. È un problema anche politico, e di questo la dirigenza Asl è cosciente». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
