Il bando per la gestione delle Terme sarà pronto entro il prossimo 15 aprile
bagni di lucca. Sarà pronto entro il 15 aprile il nuovo bando per l’assegnazione definitiva della gestione delle Terme.
L’assessore Carlo Giambastiani sta lavorando per rendere più appetibili le condizioni per i privati interessati ad accollarsi l’attività in un momento davvero difficile per trovare investitori sul mercato. In ogni caso la scadenza del bando non andrà oltre il 15 maggio, in modo che sia possibile assicurare continuità di gestione al momento in cui, il 30 giugno, scadrà la proroga concessa all’attuale gestore Vittorio Lapolla. Proprio Lapolla aveva fatto presente al nostro giornale come le condizioni ipotizzate per la concessione definitiva fossero a suo giudizio fuori mercato. Non solo per i canoni annui, ma anche e soprattutto per i lavori di restauro che il Comune pretende, sia pure a sconto affitto, per restaurare il complesso in evidente stato di degrado.
Per Lapolla però già ora la gestione è in passivo e non sarebbero quindi sostenibili ulteriori investimenti. Il gestore attuale chiede poi che la concessione venga data senza gara, come prevederebbe una clausola del bando. Di diverso avviso l’amministrazione comunale che, attraverso il gestore definitivo, mira a rilanciare l’attività termale nel suo complesso. Il precedente bando per l’assegnazione della gestione prevedeva un canone annuo di 48mila euro (ridotto del 50% nel 2021), e una serie di lavori, alcuni obbligatori e altri eventuali e complementari, da farsi rispettivamente entro tre e cinque anni dall’aggiudicazione. Per invogliare i possibili investitori, il bando prevedeva che l’aggiudicatario avesse anche il diritto di prelazione sull’eventuale acquisto del Grande Albergo delle Terme e del parco annesso.
La concessione, che scade nel 2037, poteva essere prorogata per un massimo di 10 anni. Entro tre anni dall’aggiudicazione il gestore doveva provvedere alle opere di manutenzione straordinaria previste dal bando, mentre c’erano cinque anni di tempo per compiere le opere complementari eventualmente inserite nell’offerta. Nel capitolato della concessione doveva essere contenuto anche il cronoprogramma delle opere, e l’eventuale mancato rispetto era causa di risoluzione della concessione. – E. A.
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