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Ladro arrestato A tradirlo la ferita che si procura per entrare in casa
Gli agenti della squadra mobile intervenuti su un furto in una casa a Lammari, avevano trovato tracce di sangue sul vetro di una finestra
lammari. In un’epoca di antifurto sempre più sofisticati, di telecamere e videocontrolli satellitari, può bastare una semplice finestra in vetro a fermare i malintenzionati. È quanto successo a Lammari, dove la vetrata non ha bloccato il ladro sul momento, ma ha permesso di individuare il presunto responsabile.
Si tratta Perparim Lika, cittadino di origine albanese di 36 anni, ritenuto il responsabile di un furto in appartamento avvenuto a Lammari lo scorso mese di novembre. Sul luogo del furto erano state rintracciate numerose tracce di sangue, e il personale della polizia scientifica di Lucca era riuscito anche a scovare delle impronte.
Chiunque fosse stato a commettere il furto era evidente che, nel tentativo di entrare nell’appartamento, si era ferito rompendo il vetro della finestra.
A quel punto gli investigatori della squadra mobile avevano una pista da seguire. Infatti hanno cercato di individuare eventuali soggetti che si fossero presentati nei vari presidi sanitari per ricevere cure da ferite da taglio. Proprio in questo modo è stata individuata una persona, Perparim Lika appunto, che immediatamente dopo il furto, si era rivolto alla Croce Verde per farsi medicare una profonda ferita al polso e alla mano destra. Una ferita che sosteneva di essersi procurato cadendo dalla bicicletta. Visto il tipo e la gravità delle ferite il personale della Croce Verde ha trasportato l’uomo al pronto soccorso dell’ospedale di Lucca dove gli è stata diagnosticata una «ferita da polso destro con lussazione dorsale ulna e anestesia in territorio mediano», con una prognosi di 20 giorni.
Individuato così un potenziale sospettato la squadra mobile ha svolto un’attività investigativa mirata, per controllare le utenze telefoniche usate dall’uomo e, contestualmente, sono state comparate, da parte della polizia scientifica, le impronte trovate sul luogo del furto con quelle di Perparim Lika. Il risultato di questa comparazione ha permesso di stabilire che le impronte trovate sul luogo del furto corrispondevano appunto a quelle del sospettato.
Visti i gravi indizi di colpevolezza il pubblico ministero titolare delle indagini Elena Leone ha richiesto la misura cautelare della custodia in carcere, poi emessa dal giudice per le indagini preliminari Alessandro Trinci ed eseguita lunedì dalla squadra mobile, che ha condotto Perparim Lika al San Giorgio. —
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