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la tragedia 

Il dramma dei familiari di Moreno Galliani Ore di dolore accompagnate da tanti dubbi

Luigi Spinosi
Il dramma dei familiari di Moreno Galliani Ore di dolore accompagnate da tanti dubbi

Domani l’autopsia sulla salma del 66enne di Segromigno in Monte trovato senza in mezzo a un bosco di Villa Basilica  

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Luigi Spinosi

CAPANNORI. C’è chi dice che il tempo rimargini ogni ferita, forse è così. Ma in questo momento non pare proprio ai familiari di Moreno Galliani, l’imprenditore 66enne di Segromigno in Monte, scomparso martedì dopo aver lasciato Capannori diretto a Borgo a Buggiano. L’uomo doveva recarsi a una delle tre concessionarie di famiglia (la catena Autotecnica Lucchese, con saloni anche a Lucca e a Viareggio), ma lì non è mai arrivato. Dopo gli appelli, le ricerche, il ritrovamento dell’auto su cui viaggiava in un bosco sperduto sulle colline tra Villa Basilica e Capannori, la scoperta – sabato mattina – del suo corpo senza vita. Era in mezzo alla boscaglia, non lontano (circa un chilometro e mezzo in linea d’aria) dalla Ford Fiesta finita fuori strada. Ma una distanza in linea d’aria, riportata a terra, in mezzo a un bosco, per di più con i postumi, presumibilmente anche gravi, di un incidente (l’auto finita fuori strada), non è poca roba. E la possibile, e per gli investigatori anche la più probabile, causa diretta di morte starebbe proprio qui, in un corpo che non ha retto a tutto ciò che aveva dovuto subire. Un’ipotesi che ha trovato un primo riscontro nell’esame superficiale fatto dal medico legale, che non ha rilevato segni di violenza sul corpo.

Ma restano ancora tante domande senza risposta: dove è stato e cosa ha fatto tra il momento della scomparsa e l’incidente? Era solo? E, soprattutto, che cosa lo ha portato fino a quel bosco in collina? Un posto senza alcuna logica, lontano dal percorso abituale lungo la via Pesciatina, dalla sua casa di Santa Lucia di Uzzano, dalle sue concessionarie. Tutte domande che assillano i familiari di Moreno Galliani. «Tutto quello che abbiamo saputo, lo abbiamo saputo dagli organi di informazione – dice Franco Galliani, il fratello di Moreno – appena saputo del ritrovamento sono corso lassù, ma non l’ho potuto vedere. Adesso aspettiamo che ci venga restituita la salma per organizzare il funerale e per poterlo vedere almeno per un attimo».

La salma adesso si trova nell’ufficio di medicina legale di Lucca. Si attende l’affidamento dell’incarico per l’autopsia, che il pubblico ministero Antonio Mariotti dovrebbe assegnare domani al medico legale Stefano Pierotti. La speranza è che quell’esame possa dare almeno qualche risposta ai tanti interrogativi di chi oggi piange la scomparsa di Moreno.

Tra i tanti dubbi ve ne è uno legato a un aspetto particolare, quello della tuta: «C’è questa storia che non ci torna – dice il figlio Sebastiano Galliani, che con la sorella Rubina e lo zio Franco ha passato giornate intere alla ricerca dell’uomo – non ce lo hanno fatto vedere, ma ci è stato detto che quando lo hanno trovato aveva con sé una tuta da lavoro, ma lui, come ho già detto, la tuta non l’ha mai indossata, nemmeno quando doveva fare dei lavori in giardino. E quella tuta, così come la bottiglia di acqua che gli è stata trovata accanto, sarebbero stati presi dall’auto in sosta di un contadino della zona».

Insomma, questa storia lascia dietro di sé tanti dubbi e tanto dolore. E, per tornare all’inizio, non è detto che il tempo possa aiutare a dissolverli. —

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