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Lucca

Il delitto

Il presunto killer in silenzio davanti al giudice

Sabrina Chiellini
Il presunto killer in silenzio davanti al giudice

L’avvocatessa di Lupino dopo l’udienza-lampo: «La pistola sequestrata in casa non è compatibile con quella del delitto»

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Sabrina Chiellini

altopascio. Tatuatore e personal trainer. Francesco Lupino, 49 anni, originario di Firenze, per anni residente ad Altopascio, si è presentato così al Gip Pietro Murano all’inizio dell’interrogatorio di garanzia, avvenuto in tribunale in collegamento web con il carcere Don Bosco di Pisa. Qui, da martedì, è detenuto il padre di quattro figli indagato per omicidio e occultamento di cadavere. Come era prevedibile, considerata la complessa indagine, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. È accusato di aver ucciso Khrystyna Novak, ucraina di 29 anni, fidanzata del suo socio in affari illeciti, collegati allo spaccio di sostanze stupefacenti, Airam Gonzalez Negrin, 41 anni, nato a Tenerife e da molti anni residente nel comprensorio del Cuoio. Non solo i due sono legati da rapporti poco chiari, su cui è in corso un’indagine parallela a quella per l’omicidio. Ma poco più di un anno e mezzo fa Gonzalez ha affittato a Lupino, che gli è stato presentato da un’agenzia immobiliare di Altopascio, un’abitazione a Corte Nardi, proprio vicino alla Villetta dove abitavano Airam e Khrystyna. Il tatuatore, assistito dal suo difensore, avvocata Valentina Marcucci del Foro di Lucca, ha preferito non rispondere alle domande del giudice, tante che l’udienza è durata meno di cinque minuti, giusto il tempo in cui gli sono state chieste le generalità e la professione.

«Lupino – ha poi spiegato Marcucci – respinge le accuse e nega di essere il responsabile delle cose per le quali accusato ed è finito in carcere. La scelta di restare in silenzio è puramente tecnica e legata alla necessità di valutare a fondo gli atti originari di indagine in mano alla Procura e valutare anche l’esito della perquisizioni fatte». L’avvocato ha precisato anche alcuni particolari rispetto alla pistola che è stata trovata a casa di Lupino durante le fasi dell’esecuzione della misura di custodia cautelare in carcere. «La pistola sequestrata infatti, non può essere l’arma del delitto perché non corrisponde al calibro di quella descritta tra gli indizi che hanno portato alla custodia in carcere». E che dovrebbe essere una Tanfoglio con cui Lupino, stando alle accuse, ha ucciso uno dei cani di Airam. Pur di fronte alle pesanti accuse, che rischiano di costargli una condanna, all’ergastolo, «Lupino ha mantenuto lucidità e non si è fatto travolgere dalle emozioni o dalla disperazione: ma ribadisce di essere estraneo alla presunta morte di Khrystyna». Presunta morte in quanto il cadavere, cercato a lungo, non si trova.

Intanto il sindaco di Castelfranco, Gabriele Toti, ha espresso vicinanza alla famiglia di Khrystyna. «Non so immaginare la sofferenza che possano vivere in questa drammatica situazione. Auspico che la vicenda possa arrivare più velocemente a un chiarimento e quindi alla conclusione. Il lavoro che è stato compiuto dalla Procura – le indagini sono state coordinate dal pm Egidio Celano – e dalla polizia è stato lungo e attento e, come amministrazione, abbiamo cercato di offrire la nostra collaborazione in ogni occasione sia stata richiesta. Spero che la verità riesca ad emergere da questo punto di svolta». –

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