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Dal San Luca all’Oltreserchio finanziata la nuova viabilità
La Regione stanzia sette milioni per completare l’asse suburbano da Lucca Est Cantiere al via nel 2022: la strada si collegherà direttamente al futuro ponte
Luigi Spinosi
LUCCA. Ok, è solo un annuncio. E di annunci, nel corso degli anni ne abbiamo sentititi tanti. Però è accompagnato da scadenze precise (e anche questo, a dirla tutta, non sarebbe un elemento di garanzia). Però si tratta di un’opera collegata e funzionale a un’altra (il ponte sul Serchio) per il quale invece le scadenze devono essere rispettate, pena la perdita dei finanziamenti.
Stiamo parlando del completamento dell’asse suburbano di Lucca, il collegamento diretto tra la zona est di Lucca e la statale del Brennero. Un’opera da sette milioni e 315 mila euro. Tanti soldi per pochi chilometri di strade, come premette l’assessore regionale alle infrastrutture Stefano Baccelli che, con il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, ieri mattina ha presentato l’intervento. Il perché di una simile somma sta nella geografia dei luoghi: i due tratti di strada che mancano per completare il collegamento devono infatti attraversare zone fortemente antropizzate, con edifici, una ferrovia da scavalcare e strade secondarie da non incrociare. Insomma, saranno pure pochi chilometri, ma richiederanno un grosso sforzo progettuale e realizzativo, a partire dal cavalcavia che sbucherà alla rotonda dell’Acquacalda, il punto scelto ieri per la presentazione dell’opera.
A illustrare tecnicamente l’opera è l’ingegnere Alessandro Biggi, ossia colui incaricato di redigere il progetto. L’asse suburbano (la complanare di Lucca come l’hanno ribattezzato Baccelli e Tambellini), prevede intanto il collegamento tra l’attuale rotonda di viale Castracani/via Pesciatina con via Vecchia Pesciatina, nel quartiere di San Vito. Dalla rotonda esistente si staccherà, in direzione nord, la nuova strada che andrà a ricollegarsi, con un’ulteriore rotatoria alla Vecchia Pesciatina. Una volta arrivati qui si sfrutterà, per un lungo tratto, l’esistente via Martiri delle Fobie, la strada che attraversa la zona commerciale, fino a incrociare via della Santissima Annunziata.
Da qui partirà il secondo tratto da realizzare ex novo, quello più lungo che prevede anche un cavalcavia per scavalcare la ferrovia e che terminerà, appunto, alla rotonda dell’Acquacalda. Rotonda che con il breve tratto di via Umberto Dianda è già collegata con la statale del Brennero.
Insomma, alla fine avremo un collegamento diretto per arrivare dalla statale del Brennero alla zona del nuovo ospedale e al collegamento con la via Romana (e quindi col Capannorese), e viceversa. Il tutto – viene assicurato – senza dover abbattere nemmeno un edificio.
L’intera opera costerà come detto sette milioni e 315 mila euro: 315mila euro da parte del Comune per la progettazione e sette milioni già stanziati dalla Regione per la realizzazione.
Al momento è pronto il progetto di fattibilità, che dovrà passare dalle conferenze preliminari con i vari enti (Regione, Genio Civile e così via) e quindi dal confronto con la popolazione. Il nodo saranno le eventuali osservazioni, ma se tutto filerà liscio entro la fine dell’anno si potrà procedere con l’assegnazione dei lavori. L’opera dovrebbe prendere dunque il via nel 2022 per essere completata nel giro di un anno. Fin qui la previsione, che però si collega a un’altra opera, quel ponte sul Serchio di cui si parla da anni. Solo che stavolta, come spiega Baccelli, c’è un vincolo imprescindibile: i lavori per il ponte dovranno essere affidati entro la fine dell’anno o addio ai finanziamenti europei.
Insomma i due cantieri, quello per l’asse suburbano e quello per il nuovo ponte sul Serchio, dovrebbero viaggiare paralleli, anche perché si tratta di opere collegate tra loro anche letteralmente. L’asse suburbano sarà infatti direttamente collegato al nuovo ponte, creando così una direttrice unica che dalla zona est della città, quella dell’ospedale e del collegamento con Capannori (e un domani chissà, anche dal casello di Mugnano se mai sarà fatto), arriverà sino all’Oltreserchio. Il tutto superando i limiti rappresentati dall’attuale viabilità e liberando anche l’area del ponte di San Quirico da una mole di traffico francamente insostenibile. Si tratta, ha sottolineato Tambellini, di rimediare anche alle lacune di un’urbanistica passata che si è rivelata poco lungimirante. L’esempio? La zona in cui ci troviamo per la presentazione dell’intervento: «Quest’area industriale – dice il sindaco di Lucca – fu programmata in un’epoca in cui le strade per arrivarci o non c’erano o erano poche e insufficienti». —
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