Il Tirreno

Lucca

«Cercate il cadavere, lo dovete alla madre»

Francesco Turchi
«Cercate il cadavere, lo dovete alla madre»

L’avvocato Gentile (Penelope): «Ai familiari di Khrystyna serve un luogo dove piangerla. Presenteremo istanza alla procura»

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Francesco Turchi

ALTOPASCIO. C’è un presunto killer in carcere. Ma il cadavere non è ancora stato trovato. C’è un quadro accusatorio – secondo gli inquirenti – granitico. Che però non basta. «E non sarebbe sufficiente neanche una condanna per chiudere il cerchio» e lenire il dolore di chi ha perso una figlia. Mamma Inna non si dà pace. La sua Khrystyna non c’è più e lei, che si trova ancora in Ucraina, è tormentata anche dal terrore di non avere neanche una tomba dove piangerla. Un ulteriore macigno su un’esistenza devastata.

Nessuno potrà restituirle ciò che di più caro aveva al mondo, ma l’associazione Penelope, che si occupa di casi di persone scomparse, si fa portavoce della sua richiesta: «Dovete trovare il corpo di Khrystyna». Nicodemo Gentile è il presidente della onlus che supporta e assiste Inna attraverso l’avvocatessa Daica Rometta. Ed è lui a lanciare l’appello: «Dobbiamo prima di tutto ringraziare inquirenti e procura per quello che hanno fatto in questi mesi. Era chiaro che non poteva trattarsi di un allontanamento volontario. Eravamo convinti che si sarebbe arrivati a una svolta e così è stato. Dalle indagini è emerso che questa povera ragazza si è praticamente immolata per riportare sulla buona strada il suo compagno Airam Gonzalez. Ovviamente aspettiamo il processo, con l’auspicio che le ipotesi possano trovare conferma». Però non basta: «La magistratura, oltre a definire tutti i dettagli della vicenda, deve continuare il suo lavoro per cercare di capire dov’è il cadavere. Lo devono a una mamma disperata».

Parole dettate anche dalle esperienze vissute in vicende altrettanto terribili. Che si sono concluse con le condanne degli assassini, con i familiari delle vittime che hanno avuto giustizia ma con l’ulteriore dolore di non dare una sepoltura dignitosa ai resti dei loro cari. Il primo pensiero va a Roberta Ragusa, scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 dalla sua casa di via Dini a Gello, nel comune di San Giuliano Terme. Per la giustizia è stata uccisa dal marito Antonio Logli – che ne ha distrutto il corpo – che è stato condannato in via definitiva a 20 anni di reclusione. Epilogo simile (con pena di 25 anni), per il frate congolese Gratien Alibi, conosciuto come padre Graziano, che il 1° maggio 2014 ha ucciso a Badia Tedalda (Arezzo) Guerrina Piscaglia, casalinga cinquantenne, con cui aveva una relazione e ne ha soppresso il cadavere.

«Questi precedenti dimostrano che le indagini e il processo possono fare a meno del cadavere – ribadisce il presidente dell’associazione Penelope –. Ma i familiari no. E su questo aspetto siamo pronti ad aiutare la mamma di Khrystyna nella sua battaglia: vuole un luogo dove raccogliersi in preghiera per la figlia. Nel caso di Guerrina, per esempio, riuscimmo a far scattare le ricerche nel luglio 2016 – andate avanti per due giorni, con un vasto dispiegamento di mezzi, uomini e unità cinofile – nonostante fosse già in corso il processo, oltre due anni dopo la scomparsa della donna. Quello resta, per il momento, un caso unico».

Ma la stessa richiesta potrebbe essere fatta per cercare il corpo della 29enne ucraina, scomparsa da Corte Nardi a Orentano, nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2020: «Chiedo a istituzioni ed inquirenti di mettersi una mano sulla coscienza di fronte a una mamma devastata: devono ripartire le ricerche del cadavere di Khrystyna Novak. È un dovere nei confronti della vittima e di coloro che le volevano bene».

Inna, che aveva risolto i problemi burocratici e ottenuto il “visto” proprio pochi giorni prima dell’arresto di Francesco Lupino, è decisa a venire comunque in Italia: «E quando arriverà, se nel frattempo non saranno emerse novità su questo fronte – conclude l’avvocato Nicodemo Gentile – presenteremo un’istanza formale alla procura per chiedere che vengano avviate le ricerche del corpo». –

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